Il 18 abbiamo organizzato una piccola festicciola per il primo compleanno di Stormageddon, nulla di pretenzioso, ma nonostante questo è stato un pomeriggio molto piacevole.
E per ogni compleanno che sia degno di questo nome, non poteva mancare la torta, in questo caso la prima torta della sua vita. Quindi questo ci riporta qui, ed al post di oggi, ovvero alla ricetta della nostra Carrot cake, che potete vedere qui di sotto (si sono una persona pigra e non scannermunita XD).
Ieri sera ho finalmente assaggiato il gombo! Nonostante il nome richiami (o almeno nella mia testa lo fa) un qualche tipo di pesce non meglio specificato, trattasi invece di una pianta della famiglia delle malvacee, originaria dell'africa, usata in gran quantità in diverse cucine etniche (vedi la diapositiva qui sotto).
Il gombo è assai usato nella cucina cajun. È presente anche nella cucina greca (bamies), bosniaca (bamije), in quella albanese (bamje), nella cucina brasiliana (quiabo), nella turca (bamya), nella cucina giapponese ed in quella rumena (bame). Attualmente viene coltivato anche in Italia (p.es. nella Provincia di Latina) e venduto nei mercati delle grandi città italiane, data la domanda di questo prodotto da parte delle varie comunità di immigrati che ne fanno uso nella propria cucina.
Essendo io, fin da tempi non sospetti (ovvero prima ch diventasse di moda e mainstream) amante della cucina tradizionale americana, avevo sempre desiderato provare la cucina cajun e il gumbo (il piatto simbolo della cucina creola) complice anche la visione de "La Principessa e il ranocchio", dove quello che nella versione italiana è una semplice zuppa, altro non è che il gumbo (per l'appunto).
La vera difficoltà nel preparare questo piatto sta nel trovare uno degli ingredienti chiave - il gombo!!! -prima di questa settimana non mi era mai capitato di trovarlo. E' anche vero che in una metropoli cosmopolita come Milano, non è così difficile trovare certi ingredienti, per comprare dell'ocra mi sarebbe bastato andare in qualche market etnico ben fornito le mie fonti mi dicono che in zona stazione centrale si trova tranquillamente), tuttavia il mio culopiombismo me lo ha sempre impedito, se non che durante la mia ultima spesa l'ho visto nel banco ortofrutta del mio supermercato di fiducia, e così la verde malvacea è finita nel mio carrello della spesa.
Veniamo, dunque, a ieri sera. Non avendo abbastanza tempo cucinare il gumbo era fuori discussione, dato che è una preparazione lunga e complessa, così ho ripiegato su un riso ai peperoni in stile cajun, che con i dovuti accorgimenti mi ha richiesto circa 15 minuti di preparazione.
Una volta impiattato con malagrazia il tutto (è risaputa la mia incapacità nel presentare quello che prepariamo da mangiare), mi sono fatta coraggio ed ho assaggiato, perchè davvero non sapevo cosa aspettarmi, dato che non sono proprio un'amante delle verdure.
E quindi?
E quindi la mia prima impressione è stata di sorpresa. Mi aspettavo una consistenza ed un sapore simile a quello dei cornetti, dato che mi era stato detto che il sapore e la consistenza dell'ocra li ricordava, ma più aromatico e speziato... invece nulla di tutto questo. Ad essere sincera il gombo ha un sapore neutro, più che i cornetti ricorda il pane (lo so il paragone sembra assurdo) e non è per niente piccante ed aromatico. C'è da dire che il riso che abbiamo mangiato ieri sera è pensato per essere un accompagnamento ad un piatto di carne più strutturato, quindi quella ricetta presa da sola non funziona, però in se e per se devo dire che l'ocra non è spiacevole, anche se non è una verdura che funziona da sola.
Non credo supererò la notte dopo la quantità di cibo ingerita tra ieri l'atro, ieri ed oggi. Dalla regia mi dicono che domani ci sono da finire gli avanzi di questi giorni.
Ricordatemi come una brava donna di casa, mentre cucino la pasta al forno e i gingerbread cookies.
Ormai il dolce del sabato pomeriggio sta diventando un'abitudine, in un certo senso mi impongo qualcosa di utile da fare. Questa settimana in programma ci sono i brownies, vi farò sapere come sono stati accolti dal gruppo.
Ho voglia di un White Russian, sono settimane che la meno a Marito che voglio bere un White Russian. Bene, ieri sera andiamo a fare un aperitivo in un localino sgrauso. Guardo sulla lista, ce l'hanno! Evviva!
"Mi fa un white russian plz" chiedo alla cameriera, lei all'inizio non capisce, colpa della musica a palla che mi sta stordendo (1 a 0 per la mia emicrania) , ma poi gli indico il cocktail sulla lista e la cameriera lo segna. Ci siamo, penso io, e con fare da vincitrice trotterello allegra verso l'angolino del buffet per piluccare qualcosa.
E a questo punto succede quello che avrei dovuto immaginare da subito. La cameriera mi raggiunge "Non possiamo farti quello che hai chiesto tu, perchè manca la panna".
Ecco si tratta di un classico intramontabile. Uno va in un locale, prende un white russian, e matematicamente si ritrova a dover prendere un black russian (o altro, nel mio caso) perchè manca la panna! Ma allora, io mi domando e dico, ma perchè diavolo lo mettete nella lista, se tanto sapete benissimo che non lo potete fare perchè vi manca la panna?!
Alla fine ho ripiegato su una caipirosca alla fragola... però sto white russian continua a starmi qui di traverso.
Venerdì sera una serie di circostanze mi hanno portato preparare una cena a domicilio per quattro persone, il tema della serata era il tex-mex, e per tutto il pomeriggio ho preparato e spadellato nella mia cucina.
Piccola parentesi. In questo periodo di disoccupazione e pessimismo cosmico una cosa che mi sta aiutando moltissimo è cucinare, chi tra di voi, mie affezionatissimi, ha avuto occasione di frequentarmi sa quanto questa cosa è vera, e quanto stia esorcizzando un po' il germe dell'apatia.
Tornando al catering di venerdi, ho preparato: aperitivo al lime con nachos in salsa di pomodoro fresco, chili con carne e budino di lamponi.
La salsa di pomodoro fresca non era in programma, aprendo il frigorifero ho notato dei pomodorini che avevo avanzato da una caprese preparata i giorni scorsi. Facendo due calcoli mentali arrivo alla conclusione che i pomodorini on avrebbero superato il week-end incombente, e così penso che con le nachos un accompagnamento al pomodoro ci sarebbe stata benissimo. E via, nel giro di tre minuti avevo la mab salsina.
E siccome tra tutti questi piatti quello che mi ha soddisfatto di più è stata la detta salsetta di pomodoro vi riporterò la ricetta qui sotto.
My salsa al pomodoro fresco. Prendete del pomodoro fresco e passatelo al mixer, ma fate attenzione a non farlo diventare una salsa liquida, lasciate dei pezzi in modo che la consistenza di questo accompagnamento si rustica. Una volta frullato il pomodoro aggiungete al composto olio, sale e pepe. Mischite il tutto insieme e incorporate il condimento bene. Ora è il momento delle spezie. Potete aggiungere spezie e odori a piacere e a seconda del vostro gusto, ma io ho ottenuto un ottimo risultato aggiungendo dell'origano per profumare il pomodoro, coriandolo per abbassare l'acidità della salsa, un pizzico di miscela curry speziata e per finite una spruzzata di tabasco rosso.
Una variazione sul tema potrebbe essere l'uso del tabasco verde (meno acceso del rosso e più aromatico) e l'aggiunda di uno spicchio d'aglio intero o dell'erba cipollina tritata fine.
Enjoy.
(la foto non è mia, serve solo a rendere l'idea :D)
e per i cinefili ecco una dotta citazione, a proposito di salsa e di nachos.
Come da subject. Chi ne vuole una fetta venga a bussare alla mia porta. La foto è puramente dimostrativa, forme e colori possono variare dal prodotto mostrato.
Uno dei miei vanti è ai fornelli, il Bianchi incauto ha osato lanciarmi un guanto di sfida. A giugno - la data la stiamo ancora decidendo - ci sarà la sfida delle sfide, che spero sia la prima di una lunga serie.
Il tema della sfida sarà il dolce. Io presenterò la mia cheesecake, il Bianchi la Camilla (variazione sul tema torta di carote).
Siccome si tratta di una sfida di alta cucina serve una giuria. Chi è interessato a ricoprire il ruolo mi contatti. Importante sapere se avete intolleranze/allergie varie, onde evitare di avervi sulla coscienza.
Ieri il Maddi3 mi ha spiegato come si usa il complicatissimo e teNNologicissimo forno di casa, infatti da quando ci hanno consegnato la cucina, non avevo mai utilizzato il forno, perchè non avevo capito come andava impostato.
Il Maddi3 invece, da bravo Figlio dell'Etere, ci ha messo una pezza.
La settimana prossima mi darò alla sperimentazione e per ringraziarlo penso che mi diletterò nella preparazione di una Devil's food, per la sua gioia (e anche quella di Marito).
Oltre ovviamente alla morte dello stato sociale e alla lenta e inesorabile affermazione dei neofascismi (ma questa è una mia paranoia...).
Leggevo sulla Repubblica di oggi (il quotidiano non il sito) un interessante articoletto sulla storia di Starbucks, raccontata nel libro "Starbucks". Per chi non mi conosce molto bene è doveroso ricordare quanto a me piaccia il caffe lungo e in generale come straveda per il modello di caffetteria all'americana (divani, wi-fi, musica di sottofondo, giornali da sfogliare, etc) di cui Starbucks è icona e fa parte ormai della cutura pop, un po' come la zuppa Campbell e il detersivo Brillo nella Pop art.
In chiusura il giornalista riportava una citazione di Ernesto Illy - patron della Illy caffè, per chi non lo sapesse - che riporterò qui di seguito:
"[La miscela del caffè di Starbucks] Odora come se fosse stato tostato in un incendio poi spento dai pompieri"
Ora piccolo inciso personale, in ufficio da noi abbiamo le cialde Illy e nella mia personalissima graduatoria dei caffè peggiori che abbia mai bevuto, queste cialde si piazzano dritte dritte nella mia top 5, al contrario dei vari Latte, Mocha e compagni, che ho consumato a Londra e Parigi nei mesi scorsi.
Mi manca Starbucks e mi rattrista enormemente il cartello imposto da Illy, Lavazza e gli altri big dell'arabica made in Italy nei suoi confronti. Starbucks in Italia si ritaglierebbe la sua degna quota di mercato, perchè oltre l'espresso commercializza altri prodotti. Certo non è il caffè più economico che possiate bere, ma anche i vari emuli italioti di Starbucks (lino's coffee e i suoi fratelli) non lo sono e non mi sembra se la passino poi così male.
In questo momento non so che cosa darei per un white mocha... invece mi toccherà come al solito quella brodaglia acida della macchinetta.
Avevo fame, sono scesa dai cugggini valtellinesi a comprare il pranzo. Ho preso mezzo pollo con le patate arrosto.
Per il futuro, spero non vi capiti mai la sfortuna di vedermi mangiare del pollo arrosto (di persona o ripresa da un'impietosa telecamera), lo dico per voi, perché potrebbe essere uno spettacolo ai confini del granguignolesco.
Con tutte le buone intenzioni del mondo, proprio non ce la faccio a mangiare il povero pollo arrosto con forchetta e coltello, cioè tutte le volte ci provo, mi metto li con tante buone intenzioni e le posate strette in pugno. Il risultato è sempre lo stesso! Tempo 3 minuti al massimo, stizzita lascio cadere forchetta e coltello e inizio a dilaniare il cadavere di quello che una volta era un pennuto con le mie possanti(???) dita, con il risultato di ritrovarmi con le mani piacevolmente unte e pasticciate. Ma non finisce qui, continuo ad infierire sulla povera carcassa in modo metodico e certosino, finche le ossa non sono completamente rivelate, ossa che poi possono essere buttate in pattumiera (riposa in pace) oppure gettate in una soluzione a base di candeggina, per ottenere ammennicoli sciamanici vari (il pg goblin di Pao ringrazia).
a vedermi dall'esterno, credo che un bimbo del Biafra che non tocca cibo da giorni, sarebbe più composto della sottoscritta.
Il caffè freddo in lattina, o comunque pronto da bere, è una cosa che mi piace parecchio, e di cui sento la mancanza qui in Italia (all'estero è una bevanda come un altra, in Giappone poi ad ogni angolo di strada si trovano distributori di caffè in lattina). Dal mio punto di vista rappresenta un ottimo succedaneo alla redbull nelle notti di straordinario.
Il bello della domenica è che hai un mucchio di tempo a disposizione per preparare il bento del lunedì. Onigiri, frittata con scaglie di parmigiano e pomodorini. Enjoy
E' talmente maiale come gelato, che giuro, non lo rifarò mai più ^_^' Brillante l'idea del packaging a forma di astuccio, quasi come se si andasse ad aprire l'astuccio di un gioiello e non il semplice incarto di un gelato.
C'era una volta Fatasymagazine.it Alla Mab il dato sito piaceva, così iniziò a leggerlo con assiduità, iniziò anche a frequentare la sua comunità, per poi scoprire che era un covo di amanti del fantasy della domenica pomeriggio. Si insomma, la Mab era delusa, per via della qualità degli articoli e servizi, per via di alcune recensioni poco obiettive.
Capita poi che la Mab arrivi su Terre di confine La Mab ne è rimasta assai colpita e ve lo consiglia caldamente perchè ha un gran bel taglio intellettualoide ed approfondisce davvero gli argomenti che tratta.
E per finire... il bento del giorno! (Fabri, commuoviti di nuovo ^_^)
Nel ripiano di sopra ci sono le fragole tagliate a pezzetti e la lattuga ed il limone per condire il tutto, in quello di sotto, mais dolce e polpette di carne.
Oggi avrei potuto scrivere mille cose, in effetti oggi avrei molto da dire su una certa dichiarazione del papa, ma nonostante questo mi tengo i miei getti di commenti caustici per me e amen.
Dato che Fabri si è commosso con le foto dei miei bento, eccolo accontantato con il pranzo di domani (mercoledì); per salutare la primavera che si avvicina inesorabile, ecco qui una fresca insalata di lattuga con dei gamberetti al vapore, mentre nello scomparto di sopra, abbiamo germogli di soia saltati e piselli bolliti. A dare un tocco di vivacità finale uno spicchio di limone per condire l'isalta.
Non credo che posterò tutti i giorni le foto dei miei bento (anche perchè una volta sfumato l'effetto novità, sai che palle, questo non è un blog tematico, al contrario del bellissimo O-Bento.net ) solo che oggi non avevo altro di più interessante da scrivere ^^;
Ed è con orgoglio che vi presento il mio secondo bento! Mi è bastato organizzarmi un pochino con le cibarie per ottenere un risultato più colorato e soddisfacente del precedente ^_^. Nel piano di sotto ci sono dei rollè di uovo e prosciutto, mentre nel piano di sopra ci sono carote crude, tagliate a rondelle, piselli al vapore e germogli di soia saltati in padella.
Morale della favola, non vedo l'ora che arrivi la pausa pranzo di domani. Ittadakimasu!