In ritardo di 2 giorni, causa real life che mi mette i bastoni tra le ruote, arriva il mio post sui Kyros (furono Synaesthesia). Non mi concentrerò molto sulla recensione di Vox Humana, perchè il disco mi è piaciuto, quanto vorrei dare spazio ad una giovane band, che si merita un po' di notorietà al di fuori del ristretto mondo del prog. Anyways, andiamo a cominciare.
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Wednesday, November 16, 2016
Friday, November 11, 2016
Dal pianeta Y alla fine dell'universo.
Una buona notizia per il 2017 sarà l'uscita del nuovo lavoro di Arjen A. Lucassen per il suo progetto Ayreon. Non si sa molto dell'album, ma da diverse settimane sulla sua pagina facebook, il nostro ci titilla con indizi sui cantanti protagonisti di questa nuova storia e i nomi degli artisti presentiati fin'ora sono tutti di altissimo livello.
Friday, November 04, 2016
Preview 7-18 novembre
A prima vista parrebbe, ai più assidui di voi, che io abbia abbandonato di nuovo il blog, in realtà no, anche se ho lasciato passare diversi giorni tra l'ultimo post e questo.
Ho visto che annunciare i post mi ha aiutato a tenere un ritmo regolare, così volevo provarci di nuovo e vedere se è un modello che può funzionare. Se questo esperimento dovesse andare in porto questa potrebbe diventare la nuova struttura del blog.
Friday, September 16, 2016
The Astonishing, is astonishing indeed?
Oggi è venerdì 16, come promesso ecco che sgancio la bomba con il ritorno delle mie recensioni.
Innanzi tutto scusate il titolo in inglese ma le idee faticano ancora un po' a tornare. Per i meno avvezzi con la lingua fornisco pratica traduzione.
Innanzi tutto scusate il titolo in inglese ma le idee faticano ancora un po' a tornare. Per i meno avvezzi con la lingua fornisco pratica traduzione.
LasorprendenzaMeraviglia, è sorprendente davvero?
Come avrete capito dal titolo (e alcuni dallo spoiler del post di lunedì) sono una a cui piace complicarsi la vita e, non paga di ciò, attirarsi antipatie, parlerò dell'ultimo lavoro in studio dei Dream Theater.
L'articolo qui andrà per le lunghe, quindi se siete a posto così non ve ne vorrò male, ci rivediamo lunedì 19, tante care cose a casa.
Ciao, ciao, cià!
Ciao, ciao, cià!
Tuesday, September 13, 2016
44 anni e non sentirli
"Down at the end, round by the corner
Close to the edge, just by a river
Seasons will pass you by
I get up, I get down
Now that it's all over and done
Now that you find, now that you're whole"
Close to the edge, just by a river
Seasons will pass you by
I get up, I get down
Now that it's all over and done
Now that you find, now that you're whole"
Post bonus, assolutamente non programmato oggi, ma il mio neswsfeed di facebook oggi è letteralmente esploso ricordandomi che oggi, nel '72, usciva quel disco poco influente ed importante per la storia del prog e del rock che è "Close to the Edge", così ho pensato che valesse la pena commemorare la cosa qui, visto il mio amore per il disco ed il genere.
La title track del lato A lunga 18:43 (il brano più lungo composto dagli Yes) è pura poesia compositiva a più mani, delirio musicale basato su Siddhartha di Hesse. Sul lato B abbiamo "And you and I" 10 minuti divisi in 4 movimenti distinti.
Di "And you and I" i Translatrantic hanno fatto una bellissima cover pubblicata nell'album Kaleidoscope. Un momento memorabile per noi fanboy del prog è l'esecuzione dal vivo dei Transatlantic durante la Progressive Nation at Sea del 2014, con Jon Anderson alla voce.
L'ultima traccia del disco è "Siberian Khatru", il brano più breve dell'album, solo 8 minuti circa, ma articolato e contraddistinto da tempi complessi e sezioni poliritmiche.
Avrei voluto mostrarvi la copia in vinile perfettamente conservata, che custodisco gelosamente nella mia collezione personale, ma haimé il contenitore è tragicamente situato in un luogo della casa irrangiungibile, previo smontaggio della cameretta di Figlia. Sadness.
E se non avete mai sentito questo disco ecco di seguito una pratica finestra di spotify: colmate questa lacuna, la vostra cultura musicale ve ne sarà grata.
Se invece siete come me, lo starete già ascoltando :)
Thursday, February 14, 2013
Vecchitudine, ovvero lo scorno dei matusa.
"Tornano al Festival di Sanremo dopo 17 anni"
"Eh? Ma no?!"
"E si"
"Fazio ma che cazzo dici?!?!?!?!"
La terra dei cachi (di Belisari, Conforti, Civaschi, Fasani) è la canzone cantata da Elio e le Storie Tese al Festival di Sanremo 1996, classificatasi al secondo posto nella classifica finale e vincitrice del premio della critica. fonte
"WTF, 17 anni?!?!!!!11oneoneleven!"
Vabbè, comunque idoli, poco da fare! Vincitori a mani basse, di questo festival.
Thursday, January 31, 2013
Shrine of the New Generation Slaves
Che se fossi in voi una ascoltata ce la darei proprio, che era da tempo che non mi innamoravo al primo ascolto di un disco, mi sono davvero emozionata. Ok che sono i Riverside, ok che è prog stile Porcupine Tree, ma qui davvero ci troviamo davanti ad un monumento sonoro.
Wednesday, May 30, 2012
Le ninnenanne di Stormy
Con la piccola che riempie le mie giornata (ma anche le mie nottate) ci siamo omologati al modello genitore_che canta_le_ninnenanneTM.
Ora siccome io non sono capace, al contrario di Marito che è un gran creativo e riesce ad inventarsi una ninnananna sulla geografia marziana (così per dire eh...), e dopo un po' di sigle dei cartoni e melodie a caso dove non faccio altro che ripetere suoni tipo "Gna-gna", "Moh-moh", "Fai le ninne-ninne" e così via, che oltre ad essere stonata e sentirmi un po' una mezza scemotta, dopo mezz'ora/quarantacinque minuti di queste litanie assurde mi stanco pure.
Così quando posso mi avvalgo dell'aiuto di itunes.
Al momento le hit più gettonate sono le seguenti:
Ora siccome io non sono capace, al contrario di Marito che è un gran creativo e riesce ad inventarsi una ninnananna sulla geografia marziana (così per dire eh...), e dopo un po' di sigle dei cartoni e melodie a caso dove non faccio altro che ripetere suoni tipo "Gna-gna", "Moh-moh", "Fai le ninne-ninne" e così via, che oltre ad essere stonata e sentirmi un po' una mezza scemotta, dopo mezz'ora/quarantacinque minuti di queste litanie assurde mi stanco pure.
Così quando posso mi avvalgo dell'aiuto di itunes.
Al momento le hit più gettonate sono le seguenti:
(perchè nonostante tutto siamo una famiglia nerd)
Speriamo solo che un giorno tutti questi momenti non vengano distrutti da Disney Channel ^_^
Friday, November 25, 2011
La Maledizione degli Incubus
Sottotitolo: che se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo!
Antefatto:
Non ero mai andata a vedere gli incubus dal vivo, perchè il grande demone celeste aveva sempre congiurato contro di me, biglietti esauriti, un tour annullato e il top del top l'uragano che si abbatte sul Jammin di Venezia il giorno prima del loro concerto. Così era nata la Maledizione degli Incubus.
La domanda era: sarei mai riuscita ad andare a vederli suonare dal vivo?
I fatti come si sono svolti:
Qualche mese fa quando sono uscite le date del tour europeo ero scetticamente felice. Che bello, avrei avuto nuovamente occasione per provare a vedere un loro concerto!
Così vado da Marito
Io: Marito mi porti a vedere gli Incubus?
Marito: No!
Io: Ma marito, non mi piace andare ai concerti da sola, e dopo il concerto dei Blind del 2002 in cui non stavamo ancora insieme, ci eravamo dati appuntamento ma non ci siamo trovati perchè pioveva e c'era troppa gente, e poi io sono tornata a casa da sola triste e raffreddata, e dopo ti ho chiamato sul cell, ma tu eri sotto la doccia e per rispondermi ti si è bagnato il telefono e ti si è rotto il tuo vecchio nokia 3310...
Marito: Mi devi ancora un cellulare
Io: ...
Mi incammino sul viale dei sogni infranti, senza perdermi d'animo, la maledizione andava sconfitta, dovevo trovare qualcuno con cui andare al concerto, ed era imperativo farlo, o non sarei andata da sola, nemmeno se Brandon Boyd mi avesse invitato personalmente (hey no, forse in quel caso...).
Ad ogni modo, in questi ultimi mesi ho conosciuto Annet, una ragazza olandese molto simpatica, che ho scoperto in un secondo momento avere in comune con me la passione per gli Incubus. Così per scherzarre, le butto la l'idea di fare un salto ad Amsterdam, perchè la data del concerto cade a cavallo di un fine settimana, ed io non ho mai visto Amsterdam e solite scuse. Per lo meno avrei qualcuno con cui andare.
Detto ciò comunico la cosa ad Annet e mi prendo qualche giorno per ponderare la mia decisione, e in questo momento fa la comparsa sulle scene l'esimio avvocato Silvia, che cerca compagnia per il suddetto concerto.
Felice di questa notizia colgo la palla al balzo e compro i biglietti per la data di Milano. Questo succedeva all'inizio dell'estate. I giorni passano e noialtre aspettiamo buone buone novembre, pregustando il momento in cui vedremo finalmente Brandon e gli altri.
Arriva il giorno del concerto. Tutto meraviglioso, scaletta notevole, Brando bravo e bello, gli altri musicalmente mostruosi.
Oggi sulla pagina Facebook del gruppo:
Antefatto:
Non ero mai andata a vedere gli incubus dal vivo, perchè il grande demone celeste aveva sempre congiurato contro di me, biglietti esauriti, un tour annullato e il top del top l'uragano che si abbatte sul Jammin di Venezia il giorno prima del loro concerto. Così era nata la Maledizione degli Incubus.
La domanda era: sarei mai riuscita ad andare a vederli suonare dal vivo?
I fatti come si sono svolti:
Qualche mese fa quando sono uscite le date del tour europeo ero scetticamente felice. Che bello, avrei avuto nuovamente occasione per provare a vedere un loro concerto!
Così vado da Marito
Io: Marito mi porti a vedere gli Incubus?
Marito: No!
Io: Ma marito, non mi piace andare ai concerti da sola, e dopo il concerto dei Blind del 2002 in cui non stavamo ancora insieme, ci eravamo dati appuntamento ma non ci siamo trovati perchè pioveva e c'era troppa gente, e poi io sono tornata a casa da sola triste e raffreddata, e dopo ti ho chiamato sul cell, ma tu eri sotto la doccia e per rispondermi ti si è bagnato il telefono e ti si è rotto il tuo vecchio nokia 3310...
Marito: Mi devi ancora un cellulare
Io: ...
Mi incammino sul viale dei sogni infranti, senza perdermi d'animo, la maledizione andava sconfitta, dovevo trovare qualcuno con cui andare al concerto, ed era imperativo farlo, o non sarei andata da sola, nemmeno se Brandon Boyd mi avesse invitato personalmente (hey no, forse in quel caso...).
Ad ogni modo, in questi ultimi mesi ho conosciuto Annet, una ragazza olandese molto simpatica, che ho scoperto in un secondo momento avere in comune con me la passione per gli Incubus. Così per scherzarre, le butto la l'idea di fare un salto ad Amsterdam, perchè la data del concerto cade a cavallo di un fine settimana, ed io non ho mai visto Amsterdam e solite scuse. Per lo meno avrei qualcuno con cui andare.
Detto ciò comunico la cosa ad Annet e mi prendo qualche giorno per ponderare la mia decisione, e in questo momento fa la comparsa sulle scene l'esimio avvocato Silvia, che cerca compagnia per il suddetto concerto.
Felice di questa notizia colgo la palla al balzo e compro i biglietti per la data di Milano. Questo succedeva all'inizio dell'estate. I giorni passano e noialtre aspettiamo buone buone novembre, pregustando il momento in cui vedremo finalmente Brandon e gli altri.
Arriva il giorno del concerto. Tutto meraviglioso, scaletta notevole, Brando bravo e bello, gli altri musicalmente mostruosi.
Oggi sulla pagina Facebook del gruppo:
We regret to inform our Incubus fans in Amsterdam, Luxemburg, and Frankfurt that the concerts scheduled for this weekend are cancelled. As most of you know, we had to cancel 2 shows earlier this week because Brandon lost his voice with laryngitis and now Mikey got very ill and had to go the hospital. He is going to be fine but the doctors have recommended that he not play any more concerts. We will do our best to reschedule the dates in 2012. For those of you who have paid for MYF Meet and Greet Packages we will be contacting you shortly to arrange for refunds. The band appreciates the support of all their fans and apologizes for the inconvenience and disappointment caused by the cancellations.
Credo che dovrò accendere più di un cero alla madonna, o offrire non so quante torte alla Silvia, perchè mi ha evitato una di quelle scene da sfiga cronica patologica, altro che!
Tuesday, July 05, 2011
Pagina 402
"Vi prometto un'offerta di morte, fratelli", mormorò Locke dopo aver finito.
"Vi prometto un'offerta che gli dei terranno in considerazione. Un'offerta che farà sembrare poveracci gli spettri di tutti i Duchi e i Capa di Camorr. Un'offerta in sangue, oro e fuoco. Lo giuro su Azza Guilla che ci unisce, e su Perelandro che ci ha dato rifugio, e sul Disonesto Tutore che posa il suo dito sulla bilancia quando le nostre anime sono pesate. Lo giuro a Catena , che ci ha tenuto al sicuro. Imploro il perdono per non essere riuscito a fare altrettanto."
Tratto da "Gli inganni di Locke Lamora" libro terzo capitolo 5.
Leggendo questo capitolo sulla metro stamane stavo piangendo come un vitello. Qualcuno pagherà per questo e spero che muoia male, molto male. Il tempo per le lacrime è finito, è giunto quello per affilare i coltelli.
E nel frattempo qualcosa di completamente diverso che domani c'è il Big 4 ed io devo fomentarmi.
"Vi prometto un'offerta che gli dei terranno in considerazione. Un'offerta che farà sembrare poveracci gli spettri di tutti i Duchi e i Capa di Camorr. Un'offerta in sangue, oro e fuoco. Lo giuro su Azza Guilla che ci unisce, e su Perelandro che ci ha dato rifugio, e sul Disonesto Tutore che posa il suo dito sulla bilancia quando le nostre anime sono pesate. Lo giuro a Catena , che ci ha tenuto al sicuro. Imploro il perdono per non essere riuscito a fare altrettanto."
Tratto da "Gli inganni di Locke Lamora" libro terzo capitolo 5.
Leggendo questo capitolo sulla metro stamane stavo piangendo come un vitello. Qualcuno pagherà per questo e spero che muoia male, molto male. Il tempo per le lacrime è finito, è giunto quello per affilare i coltelli.
E nel frattempo qualcosa di completamente diverso che domani c'è il Big 4 ed io devo fomentarmi.
Tuesday, June 28, 2011
In chiusa totale
Con scene anche abbastanza agghiaccianti/imbarazzanti di me che canto a squarcia gola "Defying Gravity" senza beccare mezza nota e fregandome bellamente:
E poi come non innamorarsi di Elphaba???
Bene ora devo solo aspettare settembre per andare a vederlo a Londra :)
Friday, June 10, 2011
Friday, May 27, 2011
If Not Now, When?
Un funambolo sospeso nel vuoto, si staglia intrepido in una cielo campito pressochè uniformemente.
Quest'immagine racchiude in tutta il suo leggero verticalismo il sound del nuovo lavoro in studio dei miei amati californiani., perchè le 11 canzoni ruotano attorno al tema dell'amore e di come la vita orbiti attorno a questo sentimento, in maniera anche controversa a volte, così l'immagine di un equilibrio più che precario e una sospensione nel vuoto è quanto mai azzeccata. L'amore è come quel funambolo, quando ci si scontra con questo sentimento non sappiamo mai se cadremo o raggiungeremo l'altro capo della fune.
Il sound di questo disco si discosta completamente dai lavori precedenti, manca tutta la parte rumorosa e fatta eccezione per due canzoni - Switchblade e Tommorrows Food che ricalcano sonorità simile ai lavori precedenti più crossover con cantato rappato per la prima e più sperimentale in stile Earth to Bella la seconda - si da ampio spazio al groove e alla melodia ed a una insolita svolta quasi progressive melodica che ricorda in maniera incredibile il sound melodico ed intimo dei Porcupine Tree, due esempi sono il singolo Adolescents e Defiance.
Considerando che questo discco sta imperversando in loop sul mio iPod da quando ne sono entrata in possesso ieri, non posso che avere un giudizio positivo per questo nuovo lavoro. Vi metto i guardia però, perchè se amate la produzione più loud e crossover degli Incubus potreste rimanere delusi per la totale mancanza di questi sound.
Quest'immagine racchiude in tutta il suo leggero verticalismo il sound del nuovo lavoro in studio dei miei amati californiani., perchè le 11 canzoni ruotano attorno al tema dell'amore e di come la vita orbiti attorno a questo sentimento, in maniera anche controversa a volte, così l'immagine di un equilibrio più che precario e una sospensione nel vuoto è quanto mai azzeccata. L'amore è come quel funambolo, quando ci si scontra con questo sentimento non sappiamo mai se cadremo o raggiungeremo l'altro capo della fune.
Il sound di questo disco si discosta completamente dai lavori precedenti, manca tutta la parte rumorosa e fatta eccezione per due canzoni - Switchblade e Tommorrows Food che ricalcano sonorità simile ai lavori precedenti più crossover con cantato rappato per la prima e più sperimentale in stile Earth to Bella la seconda - si da ampio spazio al groove e alla melodia ed a una insolita svolta quasi progressive melodica che ricorda in maniera incredibile il sound melodico ed intimo dei Porcupine Tree, due esempi sono il singolo Adolescents e Defiance.
Considerando che questo discco sta imperversando in loop sul mio iPod da quando ne sono entrata in possesso ieri, non posso che avere un giudizio positivo per questo nuovo lavoro. Vi metto i guardia però, perchè se amate la produzione più loud e crossover degli Incubus potreste rimanere delusi per la totale mancanza di questi sound.
Tuesday, August 17, 2010
Acquisti!
Siccome rimango un'inguaribile consumista oggi mi sono data alla pazza gioia nel mio negozietto di musica preferito.



Il film dei Rush è una vera chicca, i Blind hanno fatto qualcosa di carino (finalmente) e purtroppo sui Maiden voglio aver ascoltato il disco almeno 10 volte prima di qualsiasi opinione.
Il film dei Rush è una vera chicca, i Blind hanno fatto qualcosa di carino (finalmente) e purtroppo sui Maiden voglio aver ascoltato il disco almeno 10 volte prima di qualsiasi opinione.
Tuesday, February 23, 2010
Liquid Clock
Tra le varie occupazioni del dopo lavoro, continua il mio impegno come “direzione artistica” – massì diamoci un tono dai! – per l’East End.
Una delle scoperte più interessanti degli ultimi giorni arriva da Jamendo, piattaforma per la diffusione gratuita della musica attraverso licenza creative commons.
Il gruppo in questione si chiama Liquid Clock. I prodi sono un quartetto di Lodi (basso, batteria, chitarra e sax) ed il loro genere è un funk di derivazione jazz davvero interessante. Consiglio caldamente l’ascolto di Sense of Self, il loro disco, composto da 7 tracce strumentali. Lo potete scaricare gratuitamente qui.
Friday, February 19, 2010
Perchè sanremo è sanremo 3
La puntata di ieri sera del festivalle mi è andata completamente di traverso, perché totalmente fine a se stessa.
Parlando della gara vera e propria, la serata di ieri era dedicata alle esibizioni dei 5 big eliminati (Cutugno, D’angelo, Pupo e i suoi intrepidi amici, i shonhohrha e Scanu) in duetto con cantanti amici e le eliminatorie degli altri 5 giovani.
Le esibizioni dei 5 big sono state francamente imbarazzanti e alquanto trash, e non ho speso più di tanto tempo a guardarli.
Sono rimasta molto delusa al ruolo centrale dato ai cantanti ospiti, che hanno eseguito alcune delle canzoni storiche del festivalle per festeggiarne i 60 anni di ricorrenza.
Questo ha portato i 5 giovani ad esibirsi dopo mezzanotte, una fascia oraria ingrata, non solo per la soglia d’attenzione degli spettatori, che dopo ore e ore non ne possono più, ma anche per le esibizioni dei ragazzi stessi. Il caso di Jessica Brando è emblematico.
Jessica è una cantante di 15 anni, molto brava (anche se il suo genere non è il mio), che per via dell’attuale legge sulla tutela dei minori, che impedisce agli stessi di apparire in tv dopo mezzanotte, non ha potuto cantare la sua canzone dal vivo, ma è stata trasmessa la registrazione della prova generale.
Dopo la solita tiritera in cui la Clerici allunga la zuppo comunicano i due big salvati dal televoto: Scanu e Pupo&scEmanuele Filibertuccia.
Sulla riammissione del dinamico duo la platea si infiamma. Piovono fischi e cori di disapprovazione, Antonellona è sinceramente imbarazzata e cerca di placare il pubblico con qualche frase di circostanza, ma con poco successo.
Parlando di canzoni, come avevo promesso ieri è arrivato il momento di dare qualche giudizio.
Se esistesse la Mabcrazia, sicuramente premierei Cristicchi, perché la sua canzone, sia dal punto di vista delle liriche che della musica, mi piace veramente un sacco, ha mordente un testo critico e sarcastico ed è prona al tormentone mabbesco :D
Un premicino lo darei anche ad Arisa nonostante il suo essere improbabile, per l’originalità del brano (fa tanto canzonetta anni ‘30 ed è adorabile nel suo essere più che vintage e naif) e per aver coinvolto quei geni delle Sorelle Martinetti.
Purtroppo non viviamo in una Mabcrazia e quindi gli scenari che si potrebbero delineare due scenari differenti.
Nel primo il clima meritorio che ha caratterizzato le eliminazioni dei giorni scorsi potrebbe portare alla vittoria de canzoni di Malika o Irene Grandi (grandi favorite) ma temo il tackle di Ruggeri.
Il secondo scenario si delinea invece per il trionfo del populismo, ed il mio lucido terrore è che Povia e la sua paraculaggine possano vincere a mani basse.
Ci potrebbe essere anche un terzo scenario, che chiameremo “V per Vendetta” o “S per Sanremo”, in cui la dirigenza rai vuole prendersi la rivincita per la vittoria di Marco Carta (scuderia Amici) dell’anno scorso e portare alla ribalta uno dei due ragazzi fuori usciti dal laboratorio di X-Factor.
Per quanto le due canzoni di Noemi e Marco non mi dispiacciano, non voglio davvero pensare ad una situazione del genere, perché entrambe non sono all’altezza di una vittoria.
Sul post di domani non garantisco nulla, tutto dipende come sempre da WOW e dai programmi della mia gilda , c’è nell’aria una ICC10 che mi farà perdere i duetti dei big. Purtroppo per quel che riguarda la serata finale so già da ora che non potrò seguirla, causa impegni di lavoro, domenica c’è la fumettopoli e sabato sera sarò impegnata a recuperare fisicamente i premi della gara. Vedremo quanto le mie “previsioni” ci sono andate vicino.
Parlando della gara vera e propria, la serata di ieri era dedicata alle esibizioni dei 5 big eliminati (Cutugno, D’angelo, Pupo e i suoi intrepidi amici, i shonhohrha e Scanu) in duetto con cantanti amici e le eliminatorie degli altri 5 giovani.
Le esibizioni dei 5 big sono state francamente imbarazzanti e alquanto trash, e non ho speso più di tanto tempo a guardarli.
Sono rimasta molto delusa al ruolo centrale dato ai cantanti ospiti, che hanno eseguito alcune delle canzoni storiche del festivalle per festeggiarne i 60 anni di ricorrenza.
Questo ha portato i 5 giovani ad esibirsi dopo mezzanotte, una fascia oraria ingrata, non solo per la soglia d’attenzione degli spettatori, che dopo ore e ore non ne possono più, ma anche per le esibizioni dei ragazzi stessi. Il caso di Jessica Brando è emblematico.
Jessica è una cantante di 15 anni, molto brava (anche se il suo genere non è il mio), che per via dell’attuale legge sulla tutela dei minori, che impedisce agli stessi di apparire in tv dopo mezzanotte, non ha potuto cantare la sua canzone dal vivo, ma è stata trasmessa la registrazione della prova generale.
Dopo la solita tiritera in cui la Clerici allunga la zuppo comunicano i due big salvati dal televoto: Scanu e Pupo&scEmanuele Filibertuccia.
Sulla riammissione del dinamico duo la platea si infiamma. Piovono fischi e cori di disapprovazione, Antonellona è sinceramente imbarazzata e cerca di placare il pubblico con qualche frase di circostanza, ma con poco successo.
Parlando di canzoni, come avevo promesso ieri è arrivato il momento di dare qualche giudizio.
Se esistesse la Mabcrazia, sicuramente premierei Cristicchi, perché la sua canzone, sia dal punto di vista delle liriche che della musica, mi piace veramente un sacco, ha mordente un testo critico e sarcastico ed è prona al tormentone mabbesco :D
Un premicino lo darei anche ad Arisa nonostante il suo essere improbabile, per l’originalità del brano (fa tanto canzonetta anni ‘30 ed è adorabile nel suo essere più che vintage e naif) e per aver coinvolto quei geni delle Sorelle Martinetti.
Purtroppo non viviamo in una Mabcrazia e quindi gli scenari che si potrebbero delineare due scenari differenti.
Nel primo il clima meritorio che ha caratterizzato le eliminazioni dei giorni scorsi potrebbe portare alla vittoria de canzoni di Malika o Irene Grandi (grandi favorite) ma temo il tackle di Ruggeri.
Il secondo scenario si delinea invece per il trionfo del populismo, ed il mio lucido terrore è che Povia e la sua paraculaggine possano vincere a mani basse.
Ci potrebbe essere anche un terzo scenario, che chiameremo “V per Vendetta” o “S per Sanremo”, in cui la dirigenza rai vuole prendersi la rivincita per la vittoria di Marco Carta (scuderia Amici) dell’anno scorso e portare alla ribalta uno dei due ragazzi fuori usciti dal laboratorio di X-Factor.
Per quanto le due canzoni di Noemi e Marco non mi dispiacciano, non voglio davvero pensare ad una situazione del genere, perché entrambe non sono all’altezza di una vittoria.
Sul post di domani non garantisco nulla, tutto dipende come sempre da WOW e dai programmi della mia gilda , c’è nell’aria una ICC10 che mi farà perdere i duetti dei big. Purtroppo per quel che riguarda la serata finale so già da ora che non potrò seguirla, causa impegni di lavoro, domenica c’è la fumettopoli e sabato sera sarò impegnata a recuperare fisicamente i premi della gara. Vedremo quanto le mie “previsioni” ci sono andate vicino.
Thursday, February 18, 2010
Perché sanremo è sanremo 2
Come avevo previsto, all’inizio del post di ieri, causa WOW, non sono riuscita a seguire seconda serata del Festivalle.
Tuttavia ci sono alcune chicche che meritano di essere ricordate:
- i vestiti della Clerici (il tema ieri era l’argento)
- le domande inutili alla Regina di Giordania
- la Clerici che balla il can-can
- la Clerici che canta la canzone di Povia.
Gli eliminati della serata dei big sono stati i Sohonhohra (abbondiamo con le acca) e Valerio Scanu. La loro eliminazione ha portato al seppuku di centinaia di migliaia di biNbeminkia; il mondo ora è un posto migliore.
Devo dire che fino ad ora queste eliminazioni sono in linea con le mie preferenze sanremesi, dato che le canzoni per cui tifo sono ancora tutte in gara, anche se ad onor del vero devo dire che non sono ancora riuscita a sentirle tutte come si deve, il tempo a mia disposizione è poco e devo fare un mucchio di cose.
Stasera spero di avere un po’ di tempo per rimediare e farmi un’idea più definita della situazione, anche se il mio giudizio parziale me lo sono già fatto.
Anche stasera non so quanto WOW invaderà il mio dopocena, ma in linea di massima (se riesco a sentire le canzoni che mi mancano) potrei iniziare a tirare le somme e azzardare qualche pronostico.
Tuttavia ci sono alcune chicche che meritano di essere ricordate:
- i vestiti della Clerici (il tema ieri era l’argento)
- le domande inutili alla Regina di Giordania
- la Clerici che balla il can-can
- la Clerici che canta la canzone di Povia.
Gli eliminati della serata dei big sono stati i Sohonhohra (abbondiamo con le acca) e Valerio Scanu. La loro eliminazione ha portato al seppuku di centinaia di migliaia di biNbeminkia; il mondo ora è un posto migliore.
Devo dire che fino ad ora queste eliminazioni sono in linea con le mie preferenze sanremesi, dato che le canzoni per cui tifo sono ancora tutte in gara, anche se ad onor del vero devo dire che non sono ancora riuscita a sentirle tutte come si deve, il tempo a mia disposizione è poco e devo fare un mucchio di cose.
Stasera spero di avere un po’ di tempo per rimediare e farmi un’idea più definita della situazione, anche se il mio giudizio parziale me lo sono già fatto.
Anche stasera non so quanto WOW invaderà il mio dopocena, ma in linea di massima (se riesco a sentire le canzoni che mi mancano) potrei iniziare a tirare le somme e azzardare qualche pronostico.
Wednesday, February 17, 2010
Perchè sanremo è sanremo 1
Edit: ho aggiunto link e immgini qui e la al fine di rendere questo wall-of-text più simpatico ^^
Premessa #1:
Ieri sera non pensavo proprio che oggi avrei redatto una cronaca mabbsca di sanremo, tuttavia la visione ridotta dello stesso mi ha fornito una quantità considerevole di materiale (tragi)comico.
Purtoppo non so quante srate seguirò a causa di WOW e altri impegni, tuttavia cercherò di documentare quanto più mi è possibile.
Premessa #2:
La tastiera del computer dell’ufficio (dal quale ho scritto questo post) non prende bene alcune lettere, se trovate parole che hanno perso caratteri per strada, è per questo motivo.
Ieri sera è finalmente cominciato quel carrozzone mediatico che è sanremo. Io ero pronta a sopportare stoica, in contemporanea al raid ad icc, ore e ore di agonia televisiv-radiofonica, in compagnia dei gialappi su radio 2, che puntuali da diversi anni accompagnavano le mie (dis)avventure sanremesi, regalandomi perle comiche epocali come “Svolta Rock” e tante altre coniate negli anni. Purtroppo ieri sera verso le otto e mezzo ho scoperto con mio rammarico che la diretta radiofonica era stata cancellata :( e rimpiazzata con una trasmissione sanremese condotta da Carlo Pastore.
Ho cercato di rifugiarmi in WOW, concentrandomi sul raid in programma, ma con poco successo perché oltre alla delusione per la maratona radiofonica cancellata, c’era anche la stanchezza accumulata durante un’ordinaria giornata in ufficio (evviva il data entry!).
Così dopo qualche try infruttuoso sul Prof, ho deciso di andare a fare il mollusco sul divano e vedere a che punto erano dalle parti dell’Ariston.
Arrivo che mancano solo poche canzoni, e ovviamente mi sono persa tutte quelle che mi interessavano :P, però il quadro generale è sconfortante, quando giro su rai1 la Clerici, che è vestita come una maitresse di una casa d’appuntamenti, – e credetemi la vista delle sue tette su un 40 pollici full HD non è un bello spettacolo – si trova in compagnia di Cassano (il tipico usufruitore di case d’appuntamento), ma questo è solo l’inizio, al peggio, si sa, non c’è mai limite.
La Clerici mi lascia perplessa, dice di presentare sanremo, ma in realtà nel suo intimo è convinta di trovarsi alla prova del cuoco. La sua conduzione è talmente ingenua e sempliciona che è in grado di trascendere le barriere del trash del kitch. Consegnare nelle mani di Antonellona la conduzione del programma più importante della stagione, non solo aziendalmente parlando, è un suicidio, tanto che fare ironia sulla serata è praticamente sparare sulla croce rossa. Le sue competenze in materia di prime serate sono pari a quelle di una massaia mandata a relazionare ad una conferenza mondiale sulla fisica quantistica.
Dopo una coreografia inutile al confine tra Mulin Rouge e We Will Rock You e un cambio d’abito dell’Antonella (sempre sullo stile casa d’appuntamenti), sale sul palco Ruggeri che canta la sua “La notte delle fate”.
La canzone di Enrico mi lascia perplessa, non so se mi sembra una brutta canzone di Vasco o una brutta canzone di Ruggeri.
Subito dopo la Clerici chiama i Sohnora (o come diavolo si scrive) con l’acca. I due sono francamente imbarazzanti e si presentano con due chitarre, che fingono di suonare. Loro ci credono tantissimo e il biondo pettinato con i mortaretti si esalta manco fosse Joe Satriani. Intanto in prima fila qualche biNbaminkia viene colta da crisi isterica e abbandona questa valle di lacrime, con buona pace della sottoscritta.
E’ il turno di Povia e la sua discussa canzone su Eluana. Povia si prsenta sul palco con una mise che definire terrona è fargli un complimento. Complice la stempiatura incipiente, il nostro sembra una fusion tra il cantante dei Tazenda e un pappone albanese (si lo so, sono sul pezzo oggi :P). Francamente non potevo sperare di meglio.
Ascolto la canzone. Sono interdetta (e sono a 2).
E’ un motivo orecchiabile, intarsiato dalla presenza di archi che lo rendono armonioso, ma il testo mi sembra paraculo, perché mi da l’impressione di prestarsi a diverse interpretazioni e quindi di non schierarsi apertamente né da una parte né dall’altra. A rendermi ancora più insopportabile il momento c’è l’interpretazione gestuale del testo da parte di Povia. In quel momento sento l’irefrenabile impulso di rapire 6 vergini e offrirle in sacrificio al dio del metal. In tutto questo il lato veramente negativo della faccenda è che il brano è davvero orecchiabile e, purtroppo, mi è entrato subito in testa, infatti il mio mattino è accompagnato dalla tedioso ritornello.
Sale sul palco la figlia di Zucchero accompagnata dai Nomadi. La sua canzone si chiama “Il Mondo Piange”. Credo che la canzone stessa sia il motivo della disperazione del mondo. Mentre la ascolto (mio malgrado) la mia attenzione è catturata dal naso ipnotico della Zuccherofiglia e dal cantante dei Nomadi, vestito come un soldato sudista.
Le ultime due canzoni sono di Noemi (che non avevo mai sentito prima, nonostante il suo successo) e di Fabrizio Moro.
La canzone di Noemi mi piace, o forse mi piace come la canta lei, ma soprattutto mi piacciono i suoi capelli.
Della canzone di Moro rimango colpita dall’ecletticità (sanremisticamente parlando) del sound. Il brano parte ska e poi si evolve generando rif graffianti e sonorità crossover.
In tutto questo fa la sua comparsa anche Dita Von Teese (La Mia Signora e Padrona), ovviamente introdotta dalla premiata ditta Clerici/Cassano. Ovviamente Cassano si distingue per la sua mediocricità e ignoranza non sapendo cosa sia il burlesque e chi sta per salire sul palco.
LMSP arriva, fa quello che deve fare in un tripudio di svarosky, esprssioni ammiccanti e vodka martini, ed io vorrei essere quell’oliva in quel momento, vorrei TANTO essere quell’oliva.
Terminato il numero de LMSP l’espressione di Cassano è impagabile.
Ci avviciniamo a grandi falcate (era ora) alla conclusione della prima serata e l’annuncio dei tre eliminati, ma Antonellona la tira per le lunghe ed il pensiero di me inglobata dal mio divano tylosand si fa pressante.
Dopo pause pubblicitarie, messaggi promozionali, inutili filmati di presentazione del Gggiovani, arriva la busta.
Rimango basita dall’ingenuità civettuola della Clerici. Se hai una lista di X cantanti, che conosci perché sei la presentatrice (quindi devi sapere a memoria chi ti sale sul palco e canta cosa), e sai che a fine serata tre saranno eliminati è logico che, andando per esclusione saprai chi passa e chi no.
Invece Antonellona continua con fare giulivo e spensierato, senza fare caso ai cantanti che hanno superato la prima selezione. E a questo punto si consuma il dramma psicologico della maitresse (che è ancora convinta di presentare la prova del cuoco).
Vengono eliminati Toto Cutugno, Nino d’Angelo e Pupo e scEmanale Filiberto!
Questa non è un’eliminazione, questa è pulizia etnica, e nel mio piccolo non posso che gongolare. L’espressione della Clerici, una volta realizzati i nomi degli scartati, è di puro terrore; sul suo volto si legge chiaramente ciò che sta pensando:
AC: “Ommioddio! Hanno eliminato i tre a cui avevo promesso la vittoria del Festivalle!”
Chiaramente i manager riuniti degli interpreti scartati le faranno trovare la testa mozzata di Bigazzi nel letto di Antonellona, con buova pace della sottoscritta.
Fine della prima serata.
Premessa #1:
Ieri sera non pensavo proprio che oggi avrei redatto una cronaca mabbsca di sanremo, tuttavia la visione ridotta dello stesso mi ha fornito una quantità considerevole di materiale (tragi)comico.
Purtoppo non so quante srate seguirò a causa di WOW e altri impegni, tuttavia cercherò di documentare quanto più mi è possibile.
Premessa #2:
La tastiera del computer dell’ufficio (dal quale ho scritto questo post) non prende bene alcune lettere, se trovate parole che hanno perso caratteri per strada, è per questo motivo.
Ieri sera è finalmente cominciato quel carrozzone mediatico che è sanremo. Io ero pronta a sopportare stoica, in contemporanea al raid ad icc, ore e ore di agonia televisiv-radiofonica, in compagnia dei gialappi su radio 2, che puntuali da diversi anni accompagnavano le mie (dis)avventure sanremesi, regalandomi perle comiche epocali come “Svolta Rock” e tante altre coniate negli anni. Purtroppo ieri sera verso le otto e mezzo ho scoperto con mio rammarico che la diretta radiofonica era stata cancellata :( e rimpiazzata con una trasmissione sanremese condotta da Carlo Pastore.
Ho cercato di rifugiarmi in WOW, concentrandomi sul raid in programma, ma con poco successo perché oltre alla delusione per la maratona radiofonica cancellata, c’era anche la stanchezza accumulata durante un’ordinaria giornata in ufficio (evviva il data entry!).
Così dopo qualche try infruttuoso sul Prof, ho deciso di andare a fare il mollusco sul divano e vedere a che punto erano dalle parti dell’Ariston.
Arrivo che mancano solo poche canzoni, e ovviamente mi sono persa tutte quelle che mi interessavano :P, però il quadro generale è sconfortante, quando giro su rai1 la Clerici, che è vestita come una maitresse di una casa d’appuntamenti, – e credetemi la vista delle sue tette su un 40 pollici full HD non è un bello spettacolo – si trova in compagnia di Cassano (il tipico usufruitore di case d’appuntamento), ma questo è solo l’inizio, al peggio, si sa, non c’è mai limite.
La Clerici mi lascia perplessa, dice di presentare sanremo, ma in realtà nel suo intimo è convinta di trovarsi alla prova del cuoco. La sua conduzione è talmente ingenua e sempliciona che è in grado di trascendere le barriere del trash del kitch. Consegnare nelle mani di Antonellona la conduzione del programma più importante della stagione, non solo aziendalmente parlando, è un suicidio, tanto che fare ironia sulla serata è praticamente sparare sulla croce rossa. Le sue competenze in materia di prime serate sono pari a quelle di una massaia mandata a relazionare ad una conferenza mondiale sulla fisica quantistica.
Dopo una coreografia inutile al confine tra Mulin Rouge e We Will Rock You e un cambio d’abito dell’Antonella (sempre sullo stile casa d’appuntamenti), sale sul palco Ruggeri che canta la sua “La notte delle fate”.
La canzone di Enrico mi lascia perplessa, non so se mi sembra una brutta canzone di Vasco o una brutta canzone di Ruggeri.
Subito dopo la Clerici chiama i Sohnora (o come diavolo si scrive) con l’acca. I due sono francamente imbarazzanti e si presentano con due chitarre, che fingono di suonare. Loro ci credono tantissimo e il biondo pettinato con i mortaretti si esalta manco fosse Joe Satriani. Intanto in prima fila qualche biNbaminkia viene colta da crisi isterica e abbandona questa valle di lacrime, con buona pace della sottoscritta.
E’ il turno di Povia e la sua discussa canzone su Eluana. Povia si prsenta sul palco con una mise che definire terrona è fargli un complimento. Complice la stempiatura incipiente, il nostro sembra una fusion tra il cantante dei Tazenda e un pappone albanese (si lo so, sono sul pezzo oggi :P). Francamente non potevo sperare di meglio.
Ascolto la canzone. Sono interdetta (e sono a 2).
E’ un motivo orecchiabile, intarsiato dalla presenza di archi che lo rendono armonioso, ma il testo mi sembra paraculo, perché mi da l’impressione di prestarsi a diverse interpretazioni e quindi di non schierarsi apertamente né da una parte né dall’altra. A rendermi ancora più insopportabile il momento c’è l’interpretazione gestuale del testo da parte di Povia. In quel momento sento l’irefrenabile impulso di rapire 6 vergini e offrirle in sacrificio al dio del metal. In tutto questo il lato veramente negativo della faccenda è che il brano è davvero orecchiabile e, purtroppo, mi è entrato subito in testa, infatti il mio mattino è accompagnato dalla tedioso ritornello.
Sale sul palco la figlia di Zucchero accompagnata dai Nomadi. La sua canzone si chiama “Il Mondo Piange”. Credo che la canzone stessa sia il motivo della disperazione del mondo. Mentre la ascolto (mio malgrado) la mia attenzione è catturata dal naso ipnotico della Zuccherofiglia e dal cantante dei Nomadi, vestito come un soldato sudista.
Le ultime due canzoni sono di Noemi (che non avevo mai sentito prima, nonostante il suo successo) e di Fabrizio Moro.
La canzone di Noemi mi piace, o forse mi piace come la canta lei, ma soprattutto mi piacciono i suoi capelli.
Della canzone di Moro rimango colpita dall’ecletticità (sanremisticamente parlando) del sound. Il brano parte ska e poi si evolve generando rif graffianti e sonorità crossover.
In tutto questo fa la sua comparsa anche Dita Von Teese (La Mia Signora e Padrona), ovviamente introdotta dalla premiata ditta Clerici/Cassano. Ovviamente Cassano si distingue per la sua mediocricità e ignoranza non sapendo cosa sia il burlesque e chi sta per salire sul palco.
LMSP arriva, fa quello che deve fare in un tripudio di svarosky, esprssioni ammiccanti e vodka martini, ed io vorrei essere quell’oliva in quel momento, vorrei TANTO essere quell’oliva.
Terminato il numero de LMSP l’espressione di Cassano è impagabile.
Ci avviciniamo a grandi falcate (era ora) alla conclusione della prima serata e l’annuncio dei tre eliminati, ma Antonellona la tira per le lunghe ed il pensiero di me inglobata dal mio divano tylosand si fa pressante.
Dopo pause pubblicitarie, messaggi promozionali, inutili filmati di presentazione del Gggiovani, arriva la busta.
Rimango basita dall’ingenuità civettuola della Clerici. Se hai una lista di X cantanti, che conosci perché sei la presentatrice (quindi devi sapere a memoria chi ti sale sul palco e canta cosa), e sai che a fine serata tre saranno eliminati è logico che, andando per esclusione saprai chi passa e chi no.
Invece Antonellona continua con fare giulivo e spensierato, senza fare caso ai cantanti che hanno superato la prima selezione. E a questo punto si consuma il dramma psicologico della maitresse (che è ancora convinta di presentare la prova del cuoco).
Vengono eliminati Toto Cutugno, Nino d’Angelo e Pupo e scEmanale Filiberto!
Questa non è un’eliminazione, questa è pulizia etnica, e nel mio piccolo non posso che gongolare. L’espressione della Clerici, una volta realizzati i nomi degli scartati, è di puro terrore; sul suo volto si legge chiaramente ciò che sta pensando:
AC: “Ommioddio! Hanno eliminato i tre a cui avevo promesso la vittoria del Festivalle!”
Chiaramente i manager riuniti degli interpreti scartati le faranno trovare la testa mozzata di Bigazzi nel letto di Antonellona, con buova pace della sottoscritta.
Fine della prima serata.
Thursday, December 31, 2009
2009 - Il punto della situascion DIMENTICANZA!
Visto che Alzheimer impazza, nella classifica del meglio 2009 ho dimenticato la miglore colonna sonora
And the winner iiiiiiiiiiis:

I love Radio Rock.
Se lo cercate su internet dovete goglare The Boat that rocked ovvero il titolo originale usato per la versione britannica, mentre nella versione US è stato intitolato Pirate Radio.
Il film, se non lo avete ancora visto, è una deliziosa commedia inglese sulle (dis)avventure di una radio pirata durante gli anni 60. La colonna sonora è una raccolta dei brani più significativi di quegli anni, che privilegia alcune perle poco conosciute e cita grandi classici del rock anni 60.
di seguito la tracklist dei due cd.
Disc 1
1. Stay With Me Baby - Duffy
2. All Day And All Of The Night - The Kinks
3. Elenore - The Turtles
4. Judy In Disguise (With Glasses) - John Fred & His Playboy Band
5. Dancing In The Street - Martha Reeves And The Vandellas
6. Wouldn't It Be Nice - The Beach Boys
7. Ooo Baby Baby - Smokey Robinson
8. This Guy's In Love With You - Herb Alpert & The Tijuana Brass
9. Crimson And Clover - Tommy James & The Shondells
10. Hi Ho Silver Lining - Jeff Beck
11. I Can See For Miles - The Who
12. With A Girl Like You - The Troggs
13. The Letter - The Box Tops
14. I'm Alive - The Hollies
15. Yesterday Man - Chris Andrews
16. I've Been A Bad Bad Boy - Paul Jones
17. Silence Is Golden - The Tremeloes
18. The End Of The World - Skeeter Davis
Disc 2
1. Friday On My Mind - The Easybeats
2. My Generation - The Who
3. I Feel Free - Cream
4. The Wind Cries Mary - Jimi Hendrix
5. A Whiter Shade Of Pale - Procol Harum
6. These Arms Of Mine - Otis Redding
7. Cleo's Mood - Jr. Walker & The All Stars
8. The Happening - The Supremes
9. She'd Rather Be With Me - The Turtles
10. 98.6 - The Bystanders
11. Sunny Afternoon - The Kinks
12. Father And Son - Cat Stevens
13. Nights In White Satin - Moody Blues
14. You Don't Have To Say You Love Me - Dusty Springfield
15. Stay With Me (Baby) - Lorraine Ellison
16. Hang On Sloopy - The McCoys
17. This Old Heart Of Mine (Is Weak For You) - The Isley Brothers
18. Let's Dance - David Bowie
And the winner iiiiiiiiiiis:
I love Radio Rock.
Se lo cercate su internet dovete goglare The Boat that rocked ovvero il titolo originale usato per la versione britannica, mentre nella versione US è stato intitolato Pirate Radio.
Il film, se non lo avete ancora visto, è una deliziosa commedia inglese sulle (dis)avventure di una radio pirata durante gli anni 60. La colonna sonora è una raccolta dei brani più significativi di quegli anni, che privilegia alcune perle poco conosciute e cita grandi classici del rock anni 60.
di seguito la tracklist dei due cd.
Disc 1
1. Stay With Me Baby - Duffy
2. All Day And All Of The Night - The Kinks
3. Elenore - The Turtles
4. Judy In Disguise (With Glasses) - John Fred & His Playboy Band
5. Dancing In The Street - Martha Reeves And The Vandellas
6. Wouldn't It Be Nice - The Beach Boys
7. Ooo Baby Baby - Smokey Robinson
8. This Guy's In Love With You - Herb Alpert & The Tijuana Brass
9. Crimson And Clover - Tommy James & The Shondells
10. Hi Ho Silver Lining - Jeff Beck
11. I Can See For Miles - The Who
12. With A Girl Like You - The Troggs
13. The Letter - The Box Tops
14. I'm Alive - The Hollies
15. Yesterday Man - Chris Andrews
16. I've Been A Bad Bad Boy - Paul Jones
17. Silence Is Golden - The Tremeloes
18. The End Of The World - Skeeter Davis
Disc 2
1. Friday On My Mind - The Easybeats
2. My Generation - The Who
3. I Feel Free - Cream
4. The Wind Cries Mary - Jimi Hendrix
5. A Whiter Shade Of Pale - Procol Harum
6. These Arms Of Mine - Otis Redding
7. Cleo's Mood - Jr. Walker & The All Stars
8. The Happening - The Supremes
9. She'd Rather Be With Me - The Turtles
10. 98.6 - The Bystanders
11. Sunny Afternoon - The Kinks
12. Father And Son - Cat Stevens
13. Nights In White Satin - Moody Blues
14. You Don't Have To Say You Love Me - Dusty Springfield
15. Stay With Me (Baby) - Lorraine Ellison
16. Hang On Sloopy - The McCoys
17. This Old Heart Of Mine (Is Weak For You) - The Isley Brothers
18. Let's Dance - David Bowie
Friday, December 04, 2009
Le Teste Parlanti
E' da un paio di giorni che in test mi ronzano le canzoni dei Talking Heads, gruppo new wave statunitense capeggiato dal poliedrico David Byrn.
Se avete voglia di farvi un'idea dell'articolo date un occhio alla pagina di Foxy Tunes altrimenti vi consiglio il best of (che come inizio/infarinature va sempre bene) Once in a Lifetime - The best of Talking Heads.

I Talking Heads rientrano nella New Wave, però essndo loro americani di NYC, hanno un sound un po' più modaiolo e fighetto, che si caratterizza per uno stile un po' più punk improntato all'estetismo puro, insomma siamo distanti anni luce dallo stilema di genere a cui ci hanno abituato gruppi chiave di questa corrente. Provare per credere. I Talking Heads sono il mio sottofondo ottimale per leggere American Psycho, credo incarnino in toto la satira feroce e surreale di quel romanzo, anche se Pat Bateman dice in un capitolo di amare i Genesis degli anni '80, ma questa è un' altra storia.
I Talking Heads rappresentano per me uno dei ricordi musicali più influenti della mia infanzia.
Quando ero piccola la mia famiglia non arrivava a fine mese. Eravamo in una situazione di precarietà normale per una famiglia che non era certo una di quelle visioni anni '80 che cercava di propinarci la tv. Uno dei miei sogni ricorrenti di quel periodo era andare a viveve in un vecchio mulino rimesso a nuovo, fare colazione tutti insieme la mattina (come si vedeva nello spot di alcune merendine per la colazione) e ricevere mille giocattoli e videogiochi per Natale.
Invece vivevamo nell'appartamento di mia nonna, un vecchio trilocale in periferia, la mattina ognuno di noi faceva colazione con merendine sottomarca e ad orari diversi perchè mio papà la sera lavorava e a Natale ricevevo tonnellate di vestiti del mercato, e di giocattoli ne vedevo pochini.
E siccome tutta la mia famiglia lavorava, quando stavo a casa da scuola, i miei non potevano pagare per una baby sitter, mio papà mi portava a fare il giro dei clienti con lui.
In macchina con lui sentivamo sempre tantissima musica e giravamo Milano in lungo e in largo (ed ecco il perchè conosco la città come un tom-tom) di locale in locale; e così ecco che la piccola Mab imparava a conoscere generi e numeri sconosciuti a i suoi compagnucci di giochi. Non ricordavo i vari titoli delle canzoni, ma ricordavo i nomi dei gruppi, e spesso associavo la musica a diversi momenti televisivi (l'altra mia baby sitter), robe del tipo "Ma questa è la pubbliccità di quello".
Sempre grazie a questo mio primo rinascimento musicale derivano i primi imbarazzi con i mondani, i bimbi della mia età, che al sentire nominare certe canzoni mi guardavano strano, come se stessi parlando in un altra lingua, ma del resto con gli anni avevo sviluppato una certa abitudine a questa cosa, dato che quando chiedevo agli altri bambini di giocare a "Iello Sammarin" oppure di provare qualche "gioco fantasì" (nella mia testa l'antesignano di Dì'en'Dì) la reazione era sempre quella.
Ritornando ai giorni nostri, sto realizzando che i miei genitori negli anni '80 erano patiti di New Wave. Ed è buffo che anche io, più o meno alla loro età di allora, faccia uso e consumo dello stesso genere.
Se avete voglia di farvi un'idea dell'articolo date un occhio alla pagina di Foxy Tunes altrimenti vi consiglio il best of (che come inizio/infarinature va sempre bene) Once in a Lifetime - The best of Talking Heads.
I Talking Heads rientrano nella New Wave, però essndo loro americani di NYC, hanno un sound un po' più modaiolo e fighetto, che si caratterizza per uno stile un po' più punk improntato all'estetismo puro, insomma siamo distanti anni luce dallo stilema di genere a cui ci hanno abituato gruppi chiave di questa corrente. Provare per credere. I Talking Heads sono il mio sottofondo ottimale per leggere American Psycho, credo incarnino in toto la satira feroce e surreale di quel romanzo, anche se Pat Bateman dice in un capitolo di amare i Genesis degli anni '80, ma questa è un' altra storia.
I Talking Heads rappresentano per me uno dei ricordi musicali più influenti della mia infanzia.
Quando ero piccola la mia famiglia non arrivava a fine mese. Eravamo in una situazione di precarietà normale per una famiglia che non era certo una di quelle visioni anni '80 che cercava di propinarci la tv. Uno dei miei sogni ricorrenti di quel periodo era andare a viveve in un vecchio mulino rimesso a nuovo, fare colazione tutti insieme la mattina (come si vedeva nello spot di alcune merendine per la colazione) e ricevere mille giocattoli e videogiochi per Natale.
Invece vivevamo nell'appartamento di mia nonna, un vecchio trilocale in periferia, la mattina ognuno di noi faceva colazione con merendine sottomarca e ad orari diversi perchè mio papà la sera lavorava e a Natale ricevevo tonnellate di vestiti del mercato, e di giocattoli ne vedevo pochini.
E siccome tutta la mia famiglia lavorava, quando stavo a casa da scuola, i miei non potevano pagare per una baby sitter, mio papà mi portava a fare il giro dei clienti con lui.
In macchina con lui sentivamo sempre tantissima musica e giravamo Milano in lungo e in largo (ed ecco il perchè conosco la città come un tom-tom) di locale in locale; e così ecco che la piccola Mab imparava a conoscere generi e numeri sconosciuti a i suoi compagnucci di giochi. Non ricordavo i vari titoli delle canzoni, ma ricordavo i nomi dei gruppi, e spesso associavo la musica a diversi momenti televisivi (l'altra mia baby sitter), robe del tipo "Ma questa è la pubbliccità di quello".
Sempre grazie a questo mio primo rinascimento musicale derivano i primi imbarazzi con i mondani, i bimbi della mia età, che al sentire nominare certe canzoni mi guardavano strano, come se stessi parlando in un altra lingua, ma del resto con gli anni avevo sviluppato una certa abitudine a questa cosa, dato che quando chiedevo agli altri bambini di giocare a "Iello Sammarin" oppure di provare qualche "gioco fantasì" (nella mia testa l'antesignano di Dì'en'Dì) la reazione era sempre quella.
Ritornando ai giorni nostri, sto realizzando che i miei genitori negli anni '80 erano patiti di New Wave. Ed è buffo che anche io, più o meno alla loro età di allora, faccia uso e consumo dello stesso genere.
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