Wednesday, July 27, 2011

Adu1111... ci siamo quasi

In ufficio mi hanno ribloccato di nuovo internet, ma chissenefrega, sabato mattina parto per l'Adunanza!
Siccome mi conosco, da qui a sabato mattina non avrò tempo, voglia e argomenti di cui parlare a causa della stanchezza degli ultimi giorni di lavoro e i preparativi pre partenza.

Vi saluto con il trailer di Knights of Badassdom, che mi sembra più che appropriato.

Ci vediamo dopo l'Adu!

Tuesday, July 19, 2011

Massime zen

Il fatto che sia senza idee e con la gastrite è un buon motivo per un semplice post come questo.
Solo 11 giorni.
Solo 11.

Thursday, July 14, 2011

Buongiorno


Latito da qualche giorno, ma non è colpa mia sto superlavorando. Aspetto di recuperare la mia vita, che attualmente è stata lasciata al banco dei pegni in cambio di ore preziose per portare a termine tutti i progetti che sto seguendo dopo il lavoro, lavoro che ultimamente mi sta facendo impazzire. Ecco perchè la bomba atomica. La gente a volte (ma solo a volte neh) è proprio stronza. Mi aggrappo al pensiero che nel giro di poco più di 15 giorni andrò in ferie.

Per il resto, finchè la mia agonia in ufficio prosegue, vivo con la speranza che un sacco di gente si levi di culo e vada a morire in ferie. 
Esasperatamente vostra.

Tuesday, July 05, 2011

Pagina 402

"Vi prometto un'offerta di morte, fratelli", mormorò Locke dopo aver finito.
"Vi prometto un'offerta che gli dei terranno in considerazione. Un'offerta che farà sembrare poveracci gli spettri di tutti i Duchi e i Capa di Camorr. Un'offerta in sangue, oro e fuoco. Lo giuro su Azza Guilla che ci unisce, e su Perelandro che ci ha dato rifugio, e sul Disonesto Tutore che posa il suo dito sulla bilancia quando le nostre anime sono pesate. Lo giuro a Catena , che ci ha tenuto al sicuro. Imploro il perdono per non essere riuscito a fare altrettanto."
Tratto da "Gli inganni di Locke Lamora" libro terzo capitolo 5.

Leggendo questo capitolo sulla metro stamane stavo piangendo come un vitello. Qualcuno pagherà per questo e spero che muoia male, molto male. Il tempo per le lacrime è finito, è giunto quello per affilare i coltelli.

E nel frattempo qualcosa di completamente diverso che domani c'è il Big 4 ed io devo fomentarmi.

Tuesday, June 28, 2011

In chiusa totale

Con scene anche abbastanza agghiaccianti/imbarazzanti di me che canto a squarcia gola "Defying Gravity" senza beccare mezza nota e fregandome bellamente:

E poi come non innamorarsi di Elphaba??? 

Bene ora devo solo aspettare settembre per andare a vederlo a Londra :)

Saturday, June 18, 2011

Il Mostro.

Ovvero storia di un odio durato 4 anni.
Quello che vedete qui sopra è, nei sogni umidi e sfrenati del costruttore di casa mia, è un mobile libreria sotto scala.
Io l'ho chiamato il Mostro e in questa foto potete vedere il delirio entropico che lo abita, perchè è letteralmente impossibile tenerlo in ordine, per via della sua struttura.

Adesso puntualizzo, noi non lo abbiamo mai voluto, è il costruttore che ci ha consegnato la casa con il Mostro già al suo interno, e questo per giustificare un'angolo che a livello catastale non poteva essere vuoto. Così dopo quattro anni di difficile convivenza e di vorrei cambiarlo ma ho il culo pesante, io e Marito siamo riusciti a scrollarci di dosso ogni scusa e ci siamo messi in moto, sfruttando qualche giorno di ferie di entrambo.

Il problema principale però è la forma particolare del sottoscala, non potevamo andare all'Ikea e buonanotte. Un progetto del genere necessitava per forza di cose di occhio e mano esperta, così ci siam messi il cuore in pace e ci siam messi alla ricerca di un mobiliere.
La nostra prima scelta è caduta sul mobiliere che ha arredato tutta la camera da letto con armadi e librerie, ma la dura verità si è abbattuta su di noi come un muro di mattoni pieni, perchè quel negozio aveva chiuso per cessata attività. Senza perderci d'animo abbiamo continuato a cercare, e seguendo il consiglio di una mia zia (quando mai!) ci siamo rivolti ad un altro negozio con mobili di design di un certo livello e per certo livello intendo roba come Molteni, Lema, Poliform e compagnia cantante... insomma se ti intendi un minimo di mobili, sai ce in un posto del genere non te la caverai a buon mercato e che metti in conto una spesa di almeno (e sottolineo almeno) 2k euri.

Così ci facciamo coraggio e andiamo a fare un giro, ovviamente vestiti normale jeans e maglietta.
Per farla breve il proprietario del negozio ci pesa, ci misura e ci trova mancanti. Io e Marito ce ne andiamo indignati, non solo discrimini due persone perchè ti sembrano due poveracci, ma in tempi di crisi come questa ti permetti di schifare i soldi.

Tolto questo sulla strada del ritorno, incontriamo uno show room di due architetti di interni, il livelloo di mobili è più o meno lo stesso del negozio di mobili di poco fa, se non leggermente migliore. Ci facciamo coraggio e entriamo e il trattamento che riceviamo è totalmente l'opposto! Siamo stati trattati bene, con professionalità e oggi abbiamo versato il primo acconto di uno splendido mobile che ci verrà consegnato e montato i primi di settembre.
E siccome la soddisfazione è tanta e la voglia di andare nel negozio di mobili a sbattergli in faccia il preventivo e il progetto è ancora di più, userò una scena classica per farvi capire come mi sento in questo momento:

Friday, June 10, 2011

Nel frattanto

Ascoltando:





Leggendo:
Guardando:


Buon fine settimana a tutti e andate a votare!!!!11 eleven!


Thursday, June 09, 2011

Mab of Thrones

A Mab the Evil piace questo elemento.
A Marito piace questo elemento.

WARNING: nell'articolo c'è  qualche spoileruccio, piccolo, ma c'è.

Pollici in alto bene benino alla HBO, che non tradisce le aspettative. GoT ha la potenzialità di generare una nuova primavera del fantasy, come già accadde per Il Signore degli Anelli sul grande schermo, sdoganando finalmente il genere ad un audience più adulta, smaliziata e matura per via dell'alto contenuto di sesso (a volte un po' prolisso) e violenza.
Evitando i tanto facili quanto sterili puntigli tipici del nerdismo più hardcore, (Sacrilegio:  in quella scena del libbbbro Ermenegildo Lannister aveva l'unghia del mignolino del piede sinistro incarnita!!!) si ci sono differenze con il libro, eccome se ce ne sono, perchè un telefilm ed un romanzo non parlano la stessa lingua, tuttavia trovo molto interessante come alcuni personagg siano stati "modificati" all'occorrenza per essere più fruibili al pubblico televisivo. A volte sono solo dei piccoli dettagli, come il duello tra i fratelli Clegane, in cui una scena brevissima condensa l'essenza di due personaggi e il loro modo di porsi. 


Altre volte sono cambiamenti sostanziali più espliciti, (qualcuno ha detto yaoi?!) che facili umorismi e imbarazzo eterosessuale a parte, in questo caso serve a delineare una relazione resa in modo più sfumato nei romanzi.

Ad oggi la prima season, che ha registrato ascolti molto buoni, è quasi alle battute finali, abbiamo passato il punto in cui le vacche iniziano ad essere condotte al macello, ed io inizio a preparare montagne di fazzoletti di carta per l'inesorabile finale di season. 
Se non riuscite a trovare la serie online, o non amate guardare materiale subbato, potrete rifarvi in autunno, dato che i diritti per l'Italia sono stati acquistati da Sky cinema, come avviene per tutto il materiale HBO, ed io non nascondo una certa curiosità per quello che sarà poi il doppiaggio e l'adattamento italiano.

Ed ora il momento di Mr. Trollface:
"La versione italiana di GoT verrà cancellata dai palinsesti di Sky dopo un solo episodio... evidentemente la abbiamo vista tutti subbata"




Tuesday, June 07, 2011

Hai vinto?

Sono tornata da Elavia, sono stati cinque giorni magici.
Sono stata per qualche giorno il Vescovo Stonewolf,


per altri la sciamana figlia della tigre Talyn Sun.
















Ma andiamo con ordine. La mattina del 1° di giugno anno di grazia 2011 parto da Milano, destinazione Prati di Tivo, 600 km lontana da casa, una traversata di mezza Italia per rispondere al richiamo dell'avventura. Partiamo in tre, Fabio, Celinor ed io. Il tempo non è dei migliori ma la voglia di giocare è tanta, ed una volta giunti alla meta si corre a prepararsi, si vestono i panni degli eroi che compiranno l'impresa.
E quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare (in rigoroso ordine sparso i momenti salienti di questa 5 giorni): si affrontano nemici del regno, si viene trasportati all'interno del cuore magico del mondo, si piange per i compagni caduti in battaglia, si parte per recuperare le loro anime, si viene fregati dalla propria nemesi, si viene maledetti dallo spirito del mondo, si fa a botte con i licantropi e si viene accettati nel branco.
E poi ancora, visioni apocalittiche di morte e di ghiaccio, fiumi che inghiottono amici, eroi del passato che guidano gli eserciti alla pugna, il cielo color ferro squarciato dai fulmini, la pioggia che frusta il tuo volto, un duello sotto un cielo impietoso, un altro duello sotto un tiepido sole che fa capolino da dietro una nuvola, una prova di fede al cospetto del tuo dio.
Non è ancora finita, fare a gara a chi falcia più nemici, riunioni di istituzioni interminabili, crisi politiche internazionali ogni giorno, amare da morire il proprio mantello in finta pelliccia, fare tardi la sera, ridere con gli amici, ridere fino alle lacrime, piangere dalla rabbia e urlare al cielo.

E alla fine si salutano tutti e si riparte, continuare a parlare delle scene epiche, affrontare altri 600km che sembrano infiniti, maledire il traffico del rientro mentre alla radio passa una canzone carica di malinconia,  vincere i colpi di sonno e tornare in una milano addormentata e silenziosa dopo le 4 del mattino.

Rientrare in ufficio oggi, il saluto dei colleghi e sentirsi chiedere come ogni volta "Allora, hai vinto?".

Tuesday, May 31, 2011

E se poi te ne penti?

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo li per li mi sono fatta quattro risate e ho ripensato a Point Break, film che avrò visto al massimo un paio di volte, un film che personalmente mi è neutro, non amando io particolarmente il genere, facendo detonare la mia mini riflessione con una scrollata di spalle.

E poi oggi mentre lavoravo una folgorazione: Highlander (il primo che mi chiede a quale mi stia riferendo, verrà depennato dalla mia lista di amici di faccialibro, tanto per cominciare).


Highlander, dicevo, uno dei film che ho amato di più dalla tenera età di 10 anni per un milione di motivi, tra cui una katana, Ramirez e la colonna sonora dei Queen. E ho pensato "Come mi piacerebbe rivederti, Highlander..."
Poi l'articolo su Point Break ha fatto capolino nella mia testa, sgomitando con arroganza e tracotanza e una domanda ha iniziato a farsi largo, anche lei sgomitando: sono davvero sicura di voler rivedere questo film e rovinare in maniera irrimediabile il meraviglioso ricordo che custodisco gelosamente di questo film?

Nell'attesa di farmi coraggio e affrontare i miei demoni cinematografici, cercherò di farmi coraggio, andando a mulinare armi di gomma travestita in modo discutibile per i boschi dell'Abruzzo. Magari al mio ritorno mi sentirò abbastanza coraggiosa (o stupida) per trovare una risposta a questa dolorosa questione.

Per finire, mai come oggi l'arancione è un gran bel colore, ed io l'ho sempre sostenuto, ben prima che andasse così di moda (vi basterà mettere un piede nel mio soggiorno per capire cosa intendo).

Friday, May 27, 2011

If Not Now, When?

Un funambolo sospeso nel vuoto, si staglia intrepido in una cielo campito pressochè uniformemente.
Quest'immagine racchiude in tutta il suo leggero verticalismo il sound del nuovo lavoro in studio dei miei amati californiani., perchè le 11 canzoni ruotano attorno al tema dell'amore e di come la vita orbiti attorno a questo sentimento, in maniera anche controversa a volte, così l'immagine di un equilibrio più che precario e una sospensione nel vuoto è quanto mai azzeccata. L'amore è come quel funambolo, quando ci si scontra con questo sentimento non sappiamo mai se cadremo o raggiungeremo l'altro capo della fune.
Il sound di questo disco si discosta completamente dai lavori precedenti, manca tutta la parte rumorosa e fatta eccezione per due canzoni - Switchblade e Tommorrows Food che ricalcano sonorità simile ai lavori precedenti più crossover con cantato rappato per la prima e più sperimentale in stile Earth to Bella la seconda - si da ampio spazio al groove e alla melodia ed a una insolita svolta quasi progressive melodica che ricorda in maniera incredibile il sound melodico ed intimo dei Porcupine Tree, due esempi sono il singolo Adolescents e Defiance.
Considerando che questo discco sta imperversando in loop sul mio iPod da quando ne sono entrata in possesso ieri, non posso che avere un giudizio positivo per questo nuovo lavoro. Vi metto i guardia  però, perchè se amate la produzione più loud e crossover degli Incubus potreste rimanere delusi per la totale mancanza di questi sound.

Thursday, May 26, 2011

Che.

Che gli inizi sono sempre i più difficili, che a Milano, animata da una campagna elettorale più viva e combattuta che mai, si muore di caldo, che quanto mi sono cresciuti i capelli?
Che sono ancora ad accabicì a dar dati in pasto ad un mostruoso database, che recentemente vorrei che la Sardegna sprofondasse (ma in amicizia, eh), che le certezze della mia vita come il Vescovo Stonewolf continuano a sopravvivere nonostante tutta la merda che piove dal cielo elempiano.
Che scopri che giocare la sciamana tigre bianca ha un suo perché, che riscopri il piacere della lettura dopo mesi di digiuno, che all'alba dei 30 leggi per la prima volta Neuromante e sempre all'alba dei 30 ti trucchi per la prima volta e non per cosplay o grv.
Che continui a giocare a D&D e continui a imprecare quando il d20 fa un fumble e ugualmente quando il tuo dm (che accidentalmente è tuo marito) con un critico manda il tuo personaggio al creatore.
Che vieni adottato da una compagnia, che continui a giocare WOW quando la real life te lo permette, che vuoi un mucchio di bene a chi rende i tuoi mercoledì sera un po' più scemi urlando BANANE via skype.
Che arriva febbraio e inizi a vedere Lucapanzieri ogni fine settimana pari fino a giugno.
Che a me la serie di Game of Thrones piace molto, anche se i fanboy si lamentano che ci son cose diverse dal llibro. Che finalmente è uscito il nuovo degli Incubus, che domani si compra il biglietto del Big 4. 
Che per errore stavo per pubblicare questo post sul blog sbagliato XD

Che per il momento basta :)

Friday, September 24, 2010

La ricreazione

Me ne stavo tranquilla al mio desk, ascoltando i Depeche in cuffia, quando improvisamente suona l’altoparlante:

“Attenzione, a causa di un problema tecnico, tutto il personale deve lasciare l’edificio”

Evviva! Una prova di evacuazione antincendio!
Tutti fuori come all'intervallo a scuola.
Faccio intempo a mettere tutte le mie cose nello zaino (contenitore del pranzo e La collina dei conigli, che le cose importanti vanno salvate) e mi dirigo verso la scala antincendio. Scendo con tutta la calma di questo mondo e una volta in cortile mi giro, per ammirare la colleganza che esegue la manovra di evacuazione, quand’ecco che guardando quello spettacolo un’immagine si stampa nella mia mente:


Lemmings!
E in quel momento penso intensamente ad una scala di metallo che esplode.
HIPIIIIIEEEEHHHH

Tuesday, September 21, 2010

Arthas l'ascesa del Re dei Lich

Arthas
Sono molto grata ai miei amici che mi hanno regalato, per il mio compleanno, questo romanzo, perché non solo han deciso di andare sul sicuro puntando su qualcosa marchiato WOW (una garanzia di successo sicuro con la sottoscritta), ma anche perché i durante i miei raid librari i romanzi di World of Warcraft mi hanno sempre suscitato interesse e curiosità, ma non a sufficienza da spingermi a comprarli, soprattutto perché la paura di trovarsi qualcosa per le mani di scadente o insoddisfacente è sempre dietro l’angolo.
Ad ogni modo se dovessi basarmi sulle mie regole d’oro dei libri che puzzano di fregatura dalla copertina non avrei mai letto, né consigliato questo libro, perché il quartino recita:

La sua malvagità è leggenda. Signore del Flagello e nemico giurato di tutti i popoli liberi di Azeroth, il Re dei Lich è un'entità di incommensurabile potere e ineguagliabile malizia, un'anima gelida che trama senza posa per la distruzione di ogni forma di vita presente nel World of Warcraft. Ma non è sempre stato così. Molto prima che il suo spirito si fondesse con quello dello sciamano degli orchi Ner'zhul, il Re dei Lich era Arthas Menethil, principe ed erede al trono di Lordaeron, devoto paladino della Mano D'Argento. Quando la misteriosa comparsa di una pestilenza in grado di diffondere il contagio della non morte sembra minacciare tutto ciò che ama, Arthas si spingerà fino alle gelide distese di Northrend alla sciagurata ricerca di un'antica lama runica i cui leggendari poteri potrebbero salvare la sua terra natale. Ma sarà proprio l'oggetto della sua ricerca a farlo precipitare nel baratro della dannazione, esigendo dal nuovo padrone un prezzo terribile.

Ed infatti se non fossi un’accanita giocatrice di WoW leggendo semplicemente questo estratto - tutt’altro che originale - non mi sarebbe mai e poi mai passato per l’anticamera del cervello la benché minima idea o semplice curiosità legata a questo titolo.
Tuttavia c’è da dire che la lore azerothiana è densa di spunti, personaggi e storie degne di essere raccontati. Figuriamoci quando il protagonista indiscusso è Arthas Menethil, uno dei personaggi icona (insieme a Illidan) e più amati della saga videoludica che tutti noi ben conosciamo.

Prima di procedere con questa recensione, vorrei spendere un paio di parole sul commento che andrete a leggere.
Non sono una critica professionista, tuttavia le mie osservazioni si basano, ne più ne meno, su quello che ho letto. Siete liberissimi di pensarla diversamente da me, ma non erigetevi a paladini della letteratura di genere se secondo voi le mie critiche sono sbagliate. Sono le mie critiche punto e a capo. Il dialogo è benvenuto purché questo sia mantenuto in tono civile e non offenda nessuno (me in primis :P).

Ebbene cosa posso dire di questo libro? Che si legge molto velocemente. Avendo a disposizione solo la pausa pranzo e i viaggi casa-ufficio (una media di meno di tre ore al giorno) ho letteralmente divorato le 357 pagine. Purtroppo i pregi di questo libro si fermano qui ed il perché si può riassumere in tre passaggi chiave:

- lo stile confuso e poco curato,
- la caratterizzazione bidimensionale dei personaggi principali
- una scarsa cura per quel che riguarda l’editing della versione italiana (sigh!).

Ad essere del tutto onesta con me stessa e con voi, o miei affezionatissimi, devo segnalarvi per onor di cronaca che il motivo per cui sono arrivata fino in fondo a questa brutta faccenda, è il mio amore per la lore warcraftiana e che ho trovato estremamente piacevoli alcuni rari passaggi, perlopiù nei primi capitoli, in cui ritrovavo spunti di gioco, che ho vissuto in prima persona tramite i miei personaggi in WoW. A parte questa piccola parentesi, il libro alterna momenti di facepalm a scene WTF continue e questa è una situazione tragicomica, che rasenta il surreale.
Arthas narra la vita del Principe di Lordareon dalla sua infanzia fino alla sua (spoiler spoiler :P) autoincoronazione come Lich King. Va da se che, a parte alcune scene di raccordo, il grosso della vicenda è la trascrizione in forma romanzata della trama giocata in Warcraft 3 (campagna umani e non morti) e The Frozen Trone. Quello di cui non mi capacito appunto, è come la signora Golden abbia, pur avendo a disposizione già la pappa pronta (trama di un certo spessore già esistene e dei protagonisti complessi), trasformato il tutto in una prolissa fanfiction degna del peggior fanboy emo.

Ma andiamo per ordine i tre punti fondamentali riassumono il perché boccio questo libro, vorrei analizzarli qui con voi, facendovi capire il perché e il percome delle mie motivazioni.

Questione di stile.

Esistono mille modi di narrare una storia, lo stile in un romanzo è tutto, quando il plot principale non si distingue per originalità, perché da sapore alla trama e determina la vera qualità di quello che stai leggendo. Qui non si discute della qualità trama che non aggiunge nulla di nuovo al genere, ma a come questa viene sviluppata e raccontata al lettore.
Ogni genere narrativo ha bisogno di uno stile adeguato per rendere l’esperienza della lettura qualcosa di piacevole e non tedioso, nel fantasy classico, dove i protagonisti sono cavalieri umani, mi aspetto quanto meno un registro curato, una ricerca di vocaboli che richiami ed evochi in me la sospensione temporale di un medioevo artefatto, invece il romanzo è scritto in modo discorsivo e rapido con dialoghi asciutti e che sembrano ideati da un quattordicenne.
Questo è un dialogo tipo tra Arthas e Jaina

[Arthas sta lasciando Jaina pag120]
A:“E’ la cosa migliore. Forse un giorno le nostre cose saranno diverse e potremo provarci di nuovo. Non è che io non… che tu…”
[segue descrizione in cui il nostro abbraccia addolorato Jaina]
J:“Va tutto bene, Arthas ho capito”
A:“Davvero?”
J:“Onestamente? No. Ma va tutto bene. Succederà se deve succedere. Lo so”
A:“Jaina, voglio solo essere sicuro di fare la cosa giusta per tutti e due”


A questo punto mi sarei aspettata una scena tipo il vecchio spot della pubblicità della Sip.

Le descrizioni di ambienti e dei personaggi sono sacrificate in base al principio che chi sta leggendo questo romanzo conosce già i personaggi e i luoghi perché li ha visti, quanto meno, in Warcraft 3 o in World of Warcraft e purtroppo questo romanzo non è esente dal difetto peggiore dei brutti romanzi fantasy: l’uso sconsiderato ed in quantità elevate di metafore ed aggettivi fini a loro stesso.
Ma quello per cui ho sofferto di più leggendo questo libro è il senso di smarrimento e confusione nelle scene di battaglia causatomi dalla scarsa chiarezza temporale dello svolgersi dei fatti.
Infatti, si nota uno stacco netto nei pezzi di romanzo dove l’autrice si limita a romanzare le missioni compiute dai protagonisti di Warcraft 3 e i punti di raccordo, i capitoli 18 e 19 dove si narra la caduta di Quel’Thalas sono un esempio lampante di quanto il fattore tempo sia eccessivamente compresso e gestito in maniera poco chiara. Una campagna di conquista verosimile richiede diversi mesi, se non altro per percorrere fisicamente vasti territori descritti nel libro, mentre la disfatta degli elfi è liquidata in poche pagine. Tutte le battaglie (ovvero le parti che riguardano le missioni della campagna di gioco) subiscono questo stile sciatto e confusionario, addirittura in quella che dovrebbe essere la seconda missione della campagna umani, Arthas incontra in maniera rocambolesca e totalmente casuale i preti elfi e il mortar team dei nani (il suo esercito nella missione).

I personaggi dovrebbero essere in 3D anche nel libro.

Arthas è un personaggio complesso che travolto dagli eventi subisce una crescita notevole. Il nostro eroe passa da giovane principe amato dal suo popolo a spietato assassino e distruttore di regni, per poi divenire egli stesso parte del male assoluto.
Detto questo anche uno stupido si accorgerebbe che un’evoluzione del genere richiede uno sviluppo del personaggio appropriato, coerente con lo svolgersi della trama (vero, George Lucas? /sarcasm).
Per coloro che non sono proprio pratichi della storia di questo personaggio, riproporrò qui sotto i punti chiave della sua storia personale.

Arthas assiste alla nascita di Invincibile
Arthas incontra Jaina Proudmoore e dopo alcuni trascorsi i due si innamorano
Arthas è costretto ad uccidere il suo cavallo perche’ si azzoppa per colpa sua
Arthas prende coscienza della gravita della pestilenza e decide di sterminare la popolazione infetta di Stratholme
Arthas si imbarca nella spedizione al Nord per uccidere Tichondrius e reclama Frostmourne uccidendo il suo mentore, diventando Cavaliere della morte
Arthas torna in patria e assassina il padre
Arthas uccide Uther e profana i resti del padre
Arthas distrugge la nazione degli elfi e corrompe il pozzo solare
Arthas fa in modo che Archimonde arrivi su Azeroth e distrugga Dalaran
Arthas si fonde con Ner’zhul e diventa il Lich King

In tutto questo ci sono due eventi traumatici che segnano l’adolescenza del giovane principe: la morte dell’amato cavallo Invincibile e il rapporto con Jaina.

Ora posso capire che questi due siano eventi importanti e che segnino il carattere di una persona, ma il rimorso che può scaturire da queste ferite ha un senso fino all’assasinio del padre e dei suoi maestri, una volta ucciso Uther Lightbringer mi aspetto che Arthas perda definitivamente la sua umanità, ma invece dalle pagine del libro Arthas viene dipinto come un bambino capriccioso ed egoista capace solo di addossare la colpa delle sue azioni su altri, incapace di superare i suoi demoni, anche quando compie atti efferati palesemente in contrasto con la sua psicologia infantile. Nella testa della Golden Arthas dovrebbe essere il cavaliere della morte spietato e terribile, ma lei riesce solo a renderlo un bimbominkia lamentoso che passa quasi 300 pagine a sentire fitte allo stomaco perché secondo lui Jaina gli ha voltato le spalle.
Il motivo di questa scelta narrativa ci viene spiegato in un epilogo abbastanza scontato e bruttino.

E se questo non è abbastanza anche Panini ci mette del suo.
Ebbene si, anche Panini ci mette del suo per aggiungere rovina a qualcosa che aveva già i suoi grattacapi.
In realtà l’editing italiano è responsabile di una traduzione sciatta, dalla quale pensa di discolparsi mettendo un disclaimer all’inizio del libro in cui avverte i lettori che i nomi propri dei personaggi non saranno tradotti, per evitare che nei giocatori che sono abituati ad interagire con quei personaggi si crei confusione, mentre per quel che riguarda i luoghi questi saranno tradotti come da indicazioni di Mamma Blizz.
Come per dire “Oh regà, se ci sono cose tradotte a cazzo non è colpa nostra”
Bel discorso, peccato che per alcuni nomi di città tradotti più o meno in modo decente (Città Sotterranea per Undercity, Lunargenta per Silvermoon) ne abbiamo altri che non sono stati tradotti, ma quel che è peggio sono i nomi che sono stati tradotti a metà (Ghiacciaio dell’Icecrown, Campi di Felstone, Baia di Daggercap…).
Una traduzione degna di tale nome si sarebbe battuta per dare nomi in italiano a tutte le località, come ad esempio sono i luoghi ne “Il Signore degli Anelli” che suonano in italiano sempre appropriati e familiari, oppure avrebbero potuto lasciare i nomi di tutti i luoghi in originale, applicando allo stesso modo la regola usata per i nomi dei personaggi.
Ma queste, tanto, sono parole al vento perché è inutile chiedere una buona traduzione quando in partenza il titolo è sbagliato: Lich King si traduce Re Lich non Re dei Lich.
Vorrei proprio chiedere al signor Andrea Toscani da dove salta fuori quel “dei”.

E siccome a noi piace ricordarlo così, beccatevi una compilation dei momenti topici del nostro principe Lich King preferito





Ci sono, eh!

Lo so, avevo promesso che avrei aggiornato il blog con più costanza, però la cosa sembra riuscirmi molto difficile e la cosa non dipende del tutto dal fatto che in ufficio abbia problemi con firewall vari.
Ciononostante rieccomi qui, dopo aver immagazzinato qualche avventura da raccontare (rigorosamente in incoerente ordine sparso).

GRV
Passata Adunanza, con il CDA alle porte, Lunina (aka il Vescovo Stonewolf) fa i conti con la politica elaviana, ritrovandosi ad odiare quella posizione (così come la odiava quando era maestro di gilda) in quanto preferirebbe concentrarsi più sulle questioni di chiesa e la materia mistico teologica e a prendere a calci qualche culo demoniaco. Dannazione a me e a quando mi sono illusa che il cambio di istituzione mi avrebbe risparmiato queste menate colossali, ma a parte questo la chiesa di Iaboth mi sta regalando grandi momenti di roleplay: che bellezza finalmente poter dedicarsi a tempo pieno ad uno dei lati più caratteristici il mio personaggio, senza rischiare lavate di capo da parte dei superiori. Vuoi mettere la soddisfazione?

Viaggio a Londra

Abbiamo camminato un sacco, anzi di più!
Mi sono tolta alcuni sassolini dalla scarpa (uno era andare a teatro a vedere we will rock you) e mi sono parcheggiata da Starbucks il più possibile, per poter assecondare la mia astinenza da white mocha e frappuccini vari. A questo giro non ho parole per descrivere tutte le emozioni che ho provato mentre respiravo e vivevo questa città, per quelli di voi che non le hanno ancora viste, qui trovate quelle che secondo me sono le foto più riuscite di questa avventura.

Macchina fotografica nuova
Giustamente, le foto di cui sopra, sono state fatte con il nuovo giocattolo di casa. Dal momento che il Bianchi doveva cambiare la sua attrezzatura, sono stata ben felice di adottare la sua vecchia Canon 450D, regalandomi per un prezzo più che ragionevole una degna fotocamera reflex digitale. Non mi ricordavo di quanto mi mancasse mettermi a scattare foto su foto e poi vuoi mettere? La reflex digitale è uno status symbol tra noi blogstar, è proprio bello darsi un tono ed atteggiarsi a creativi della domenica…
sarcasm


Feste di compleanno

Ci siamo dati alla pazza gioia, eravami in 31, abbiamo portato disordine e scompiglio in un posto fighissimo dietro casa e la torta, che ha richiesto più di 4 ore di lavorazione, ha riscosso un gran successo, mi spiace solo averne mangiato una fettina piccola così… mi toccherà rifarla in versione mignon ^^

Arthas

Quello che amo dei miei amici è che sanno che sono nerd e a loro va bene così. Infatti tra i regali di compleanno sono spuntate cose brandizzare WoW, tra cui il libro che sto leggendo in questi giorni: Arthas – l’ascesa del Re dei Lich.
Mi ha fatto molto piacere ricevere questo libro, perché si tratta di uno di quei libri che mi incuriosiva, ma che non ho mai avuto il coraggio di comprare in libreria.
Il libro ha il pregio di leggersi veramente velocemente e credo che i lati positivi si fermino qui, però voglio finirlo (non mi manca molto per fortuna) prima di lanciarmi in una recensione come si deve.

Credo che per il momento sia più o meno tutto, non voglio buttare troppa carne al fuoco onde evitare di esaurire ancora il barattolo delle idee.

Tuesday, August 31, 2010

Un saluto festoso a tutti

E Lunga vita e prosperità, la sottoscritta è in partenza per Londra, passeò quasi una settimana facendo di tutto e di più, drogandomi di Starbucks, Krispy Kreme e wagamama.
Grazie al dott. ing. Bianchi sono una felice posseditrice(?) di una fotocamera digitale nuova, quindi l'obiettivo sarà fare più foto possibili.
Ci sentiamo in viaggio, grazie al cielo l'ipod touch ha la connettività wi-fi e trovare un hot spot a Londra non è un'impresa come qua da noi.

Tuesday, August 24, 2010

Photoshop, dopo tanto tempo...

Dopo molto tempo mi ritrovo a cazzeggiare con photoshop senza una ragione precisa, ma solo ed esclusivamente per diletto personale.
Ecco due WIP che ho in ballo al momento.

(clicca chee si ingrandiscono)
Schermata 2010-08-14 a 21.11.26
Volevo sperimentare un tutorial per creare gli effetti di luce che vedete ^_^ non è del tutto finito nel senso che manca qualcosa ma non so cosa andare ad aggiungere per terminare la composizione.

Shatia WIP
Questo disegno dall'anatomia discutibile ritrae Shantia Blanc, il personaggio della campagna Adunanza di Klaudia. E' tutto molto abbozzato, mi ci vorranno ancora diverse ore per finirlo, dato che dopo che avevo quasi del tutto finito di mettere i colori base ho deciso che il disegno base non mi piaceva e che avrei dovuto ridisegnarlo ex-novo. Va da se che quando avrò finito le linee rifarò i colori e compagnia cantante.

Friday, August 20, 2010

Cosmic Chaos reloaded: Transatlantic live in concert.

Avrei dovuto scrivere questo post molto tempo fa, ma com’è come non è la cosa è scivolata nel dimenticatoio insieme a questo quaderno degli appunti virtuali.
Meglio tardi che mai mi verrebbe da dire, mentre butto giù queste righe su word del computer dell’ufficio (quello incapace di bucare il firewall aziendale che mi impedisce di fare quello che voglio nei sempre più frequenti momenti morti di questo lavoro).
Facciamo qualche passo indietro e chiudiamo gli occhi per qualche istante. Ora possiamo riaprirli e come per magia è il 17 maggio, una data a lungo attesa.

La giornata in ufficio scorre veloce, alle cinque esco di gran carriera e galoppo verso casa, dove ho giusto il tempo di lasciare giù la borsa e cambiarmi. Insieme a Marito usciamo, destinazione Alcatraz: tra poco suoneranno i Transatlantic.

Sono molto emozionata perché il supergruppo progressive rock è tra i miei preferiti ed il sogno di vederli dal vivo si stava per avverare dopo moltissimi anni in cui avevo sperato e pregato ogni santo del paradiso per vedere un loro concerto.
La speranza che era andata in fumo dopo la decisione di Neal Morse di abbandonare il gruppo ma poi, grazie agli dei del rock, c’è stata la reunion e il conseguente ritorno in studio che ha dato i natali allo splendido The Whirlwind e finalmente l’annuncio del tour con una data a Milano!
Cammino a due metri da terra dalla gioia mentre sono sulla strada verso l’Alcatraz, fantasticando su una probabile scaletta e sull’assenza del gruppo spalla.
Quando arriviamo al club, c’è già una discreta fila ed è un tripudio di magliette di gruppi progressive come Rush, The Who, Pink Floyd, Yes, Genesis intervallate dalle immancabili camicie a quadretti che tanto piacciono ai progster.
Marito, che non è esattamente un fanatico della scena progressive, si sente un po’ pesce fuor d’acqua, in mezzo a tutta quella gente, ma sono felice che sia li con me in quel momento perché non mi sarei persa questo concerto per nulla al mondo (ho dato forfait ad una cena di lavoro per i mei eroi!).

Quando verso le 6 e mezzo si aprono i cancelli io e Marito entriamo e cerchiamo subito un posto strategico dove metterci e qui succede qualcosa che per me ha dell’incredibile.
Il sottopalco non è gremito come succede sempre a qualsiasi concerto rock/metal a cui ho partecipato, così ci avviciniamo senza troppi indugi e ridendo e scherzando finiamo in seconda fila, proprio sotto alle tastiere di Neal Morse. La cosa che ha ancora più dell’incredibile è che il pubblico è così tranquillo e pacato che non corriamo alcun rischio di essere spintonati e schiacciati dalla calca.
palco transatlantic
(La qualità della foto fa schifo perchè è fatta con il cellulare)

Verso le sette l’Alcatraz si è riempito e i miei eroi salgono sul palco, l’emozione è palpabile e quando Neal Morse fa il suo ingresso il pubblico esplode in un abbraccio collettivo per il cantautore figliol prodigo.
Si parte con l’intera suite The Whirlwind suonata tutta d’un fiato (Out of the night, Rose colored glasses e Dancing with eternal glory i momenti più emozionanti) ed è solo l’inizio. Dopo una breve pausa di una decina di minuti i nostri tornano a far loro il palco ed è ancora musica e magia con All of the above, We all need some light (pelle d’oca!!!) e Duel with the Devil. A questo punto il concerto potrebbe pure finire, dei musicisti normali avrebbero chiuso, ma qui ci troviamo di fronte a gente palesemente non umana, pechè dopo dieci minuti Morse, Portnoy, Trevavas, Stolte e Gildenlow ritornano sul palco per il terzo set tra gli applausi deliranti del pubblico.
Sulle note di una malinconica tastiera Morse inizia una struggente Bridge across forever sulla quale mi commuovo e mi perdo in un vortice di emozioni indescrivibile, seguita da un’incredibile Stranger in your soul che si trasforma sul finale in Heaven and Hell e poi in Holy Diver, immancabile tributo a Dio scomparso da un paio di giorni.
Le luci si riaccendono i nostri si godono i meritati applausi e salutano il pubblico.
Personalmente ritengo questo concerto il migliore a cui abbia mai assistito per il coinvolgimento emotivo, la durata e la straordinaria bravura della band e spero vivamente in futuro di avere la fortuna di poter assistere ad un altro dei loro concerti.

Tuesday, August 17, 2010

Acquisti!

Siccome rimango un'inguaribile consumista oggi mi sono data alla pazza gioia nel mio negozietto di musica preferito.





Il film dei Rush è una vera chicca, i Blind hanno fatto qualcosa di carino (finalmente) e purtroppo sui Maiden voglio aver ascoltato il disco almeno 10 volte prima di qualsiasi opinione.

Tuesday, August 10, 2010

And I'm back!

Il ritorno al mondo reale è sempre difficile, un giorno sei un guerriero senza macchia che lotta contro i demoni per la sopravvivenza della realtà in cui vive, il giorno dopo sei solo un impiegato comune che svolge mansioni meccaniche e per nulla eroiche.
Ed è così che si riassume il mio stato d’animo al momento, l’Adunanza è finita sono
sopravvissuta anche quest’anno e nella mia valigia oltre ai costumi sporchi e le armi di gomma c’è tanta malinconia, non tanto perché il gioco sia momentaneamente fermo, ma perché partire da Elivia per far ritorno alla vita normale significa salutare gli amici di sempre che con me hanno camminato per sette giorni condividendo momenti meravigliosi in gioco, ma soprattutto fuori gioco.
Comunque sia questa settimana spesa lontano da casa, immersa in altri mondi mi ha fatto davvero bene ho lavato via tutto lo stress a suon di spada e magia; rientrando in ufficio ieri mi sentivo leggera come una piuma.

Le cose migliori di questa adunanza sono state la convivenza con le persone che hanno
condiviso con me la casa presa in affitto, i momenti passati a truccare gli altri giocatori, vedere dal vivo una grossa scenografia che ho realizzato in tempi record (e della quale vado davvero orgogliosa) e un momento di gioco significativo che aspettavo da quasi otto anni, che per il mio pg significa sacrificio e riscatto!
Essere coinvolta in un aspetto del gioco così delicato ed importante rappresenta per il personaggio Luna Stonewolf la massima aspirazione, del resto come dico sempre quando vesto i suoi panni “Non mi importa del potere e dei tesori, voglio solo combattere!” e combattere per lo scopo più alto e nobile di tutti credo sia la gratificazione maggiore per un personaggio del genere.
In attesa della prossima avventura guardo le prime foto dell’eventone e mi concentro
sulla prossima tappa vacanziera (Londra i primi di settembre).