Monday, September 19, 2016

Warcraft: l'inizio.

E' lunedì 19 e siamo arrivati al punto 3 della lista degli articoli pianificati, quindi fuoco alle polveri, morte all'Alleanza e FOR THE HORDE!

Un film per nulla atteso, in cui non sono assolutamente di parte.


Si iniziò a parlare di un fantomatico film di warcraf a metà del 2000 o giù di li. Da allora il progetto ne ha vissute di tutti i colori. Io stessa per ricostruire un po' di tappe fondamentali ho dovuto fare un tuffo nel passato ed andare a riaprire il vecchio blog di WOW che curavo insieme al Maddi3 (annate 2008-2010), perchè WOW ha rappresentato una parte consistente e importante della mia adultescenza, quindi ho lungamente aspettato questo film con ansia e trepidazione. E' vero, non gioco più da anni, ma sono tuttora molto legata a questo mondo, pur non avendo più tempo, voglia ed energia da dedicarmici.

Fangirl? Chi, io? Quanto fa male non avere le CE di Vanilla e Legion :'(
Warcraft: l'inizio dopo mille peripezie produttive, un cambio di registi e produzione in corso d'opera, finalmente approda nei cinema a maggio 2016 e, come si confà ai migliori eroi di una saga epica, la Blizz e la Leggendary finalmente sono portano a casa la giornata.

Motivazione!

Per quelli di voi che non hanno visto il film al cinema e non temono gli spoiler ecco un comodo link con la trama, che comunque non verrà toccata dal mio giudizio globale, perchè si tratta di un adattamento molto fedele di quello che succede in Warcraft1, ci sono altri aspetti di questo film su cui vorrei soffermarmi.
Ora faccio una doverosa premessa: questa recensione sarà divisa in due, perchè è impossibile scindere le due anime di Mab che hanno visto il film. La prima me era distaccata, critica, obiettiva e armata di quel disincanto tipico di chi è uscito dal tunnel di WOW, mentre la seconda indossava gli occhiali dell'amore.

Gli occhiali dell'ammmmmore.

La recensione con disincanto.
Ho cominciato a scrivere più volte questo periodo, e arrivata ad un certo punto ho cancellato la frase e ricominciato, perhè la me disincantata faceva veramente fatica a organizzare un pensiero su questo film.
Fondamentalmente è un film pacchiano, un'incredibile B-movie dall'alto budget (160 milioni di dollari), che soffre di tanto in tanto di effetti speciali mediocri e di quell'estetica high fantasy di cui le persone con disincanto ridono tanto. La cosa peggiore però è la superficialità della narrazione, perchè per quanto semplice e piena di cliché possa essere la trama, questa non viene mai approfondita, lasciando lo spettatore alieno alla saga completamente disorientato ed abbandonato a se stesso. Dal punto di vista della sceneggiatura invece c'è molta confusione spazio temporale, perchè per quanto i maestosi panorami a volo d'uccello (o di grifone) vogliano farmi intendere la vastità dei luoghi, è evidente di come i personaggi siano in grado di spostarsi fin troppo velocemente da un territorio all'altro.

La recensione con gli occhiali dell'amore.
E' una figata colossale, il film più bello che abbia mai visto.
Ecco forse mi sono lasciata prendere un po' troppo la mano dal sentimento, ma ne stiamo ancora parlando?
Al netto di tutti i suoi mastodontici problemi, che Disincanto vi ha inevitabilmente descritto qui sopra, Warcaft è uno dei film con più cuore che abbia mai visto negli ultimi anni. L'intento principale era di confezionare un enorme giocattolo scintillante, regalo per noi fan della saga. Fin dalla prima inquadratura è impossibile infatti non commuoversi per ogni singolo dettaglio ed easter egg di cui il film è costellato, davvero mancava solo Hogger per fare il botto.
Disincanto ha fatto notare giustamente che si tratta di un lavoro esteticamente eccessivo, ma questo eccesso ricalca l'immaginario Blizzard, riadattandolo sullo schermo nella maniera più fedele e rispettosa possibile e credetemi in un cinema che non fa altro che prendere proprietà intellettuali altrui, masticarle e piegarle al dio del marketing non è poco. E poi ci sono gli orchi che si muovono e spaccano teste, puoi percepirne la fisicità e una presenza tale da farti sentire più piccolo di quello che sei (nel mio caso microscopica al cospetto di quelle masse di muscoli).

E questo è quanto, se non che  una volta uscita dal cinema ne volevo ancora, sentivo irresistibile quel richiamo a riattivare l'account di WOW, ma Disincanto deve aver stordito Occhiali dell'amore con un colpo degno dei migliori rogue night elf.

3 comments:

Daniele Gabrieli said...

Pare sia piaciuto moltissimo ai cinesi (più del 50% dei soldi che ha incassato li ha fatti in Cina)

Mabelle Sasso said...

Legendary sta investendo moltisssimo sul mercato cinese, non c'è da stupirsi sugli incassi locali.
Peraltro il sequel deve la vita a quei soldi (per fortuna di noi fanboy) nonostante il mezzo flop in US.

Il Lupo della Luna said...

Ma sai che a me l'eccesso estetico è stata la cosa che mi ha dato meno fastidio? Anzi, è stata una delle cose che ho apprezzato di più del film. L'animazione era veramente ottima anche se in certi momenti calava.. Se non altro non hanno fatto ricorso al trucco della regia da mal di mare per nascondere le magagne.

La sceneggiatura invece non funzionava affatto bene, ci sono diversi momenti del film in cui la scansione temporale delle scene è confusa e non è chiaro se stai guardando avvenimenti che stanno succedendo contemporaneamente o se sono consequenziali.

I personaggi li ho trovati privi di spessore, estremamente prevedibili (e non è che io avessi mai seguito la "storia" di Warcraft) e diciamo bidimensionali. Lo spettatore, dopo il primo minuto ha già perfettamente ben chiaro chi farà cosa e questo secondo me rovina un po' tutto.

D'altra parte però la totale prevedibilità e il fatto che TUTTE le scene fossero telefonate, non ha impedito a film come Avatar di fare il botto (e poi finire nel dimenticatoio cinematografico, ma fa niente), quindi forse dal punto di vista cinematografico non è un vero difetto.

Insomma, film carino, passi il tempo in modo piacevole, non esci insultando regista e sceneggiatori. Oddio forse gli sceneggiatori un po' si. ;)