Monday, April 06, 2009

Push la recensione

Vi ricordate questo post?

Erano tempi non sospetti per il mercato del cinema italiano, ma io avevo giocato in anticipo e li avevo preceduti spendendo qualche parola per questo film, che a scatola chiusa sembrava promettere bene.
Soprattutto la mia attenzione era stata catturata dai quei punti di contatto che condivideva con il mio gioco di ruolo preferito (Mage the Ascension).

Nonostante l'hype per quello che sembrava il nuovo matrix, o il film di mage, l'aura di una colossale minchiata (vedi watchmen :P) mi si era cucita addosso, paura che in parte si era dissipata nel momento in cui avevo realizzato che il regista di Push era lo stesso di Lucky Number Slevin (da noi Slevin, patto criminale), sorprendente thriller con un cast d'eccezione.
Ma ancora non mi bastava, perchè errare è umano (e perseverare è diabolico, come ben sanno Boll e Snyder) e anche i migliori cadono (anche Kevin Smith ne sa qualcosa), così un residuo di timore e inquietudine mi era rimasta cucita addosso.
Il film è uscito da noi il 27, ma per problemi di varia natura non ho potuto vederlo prima di sabato 4. Per un'intera settimana ho atteso pazientemente, e mentre aspettavo l'hype cresceva.

Veniamo dunque al nocciolo della questione, che qui ci si è dilungati abbastanza.

In primo luogo è necessario fare una precisazione Push è un film con superpoteri e non supereroi.
La differenza tra supereroi e superpoteri sta nella caratterizzazione del personaggio. Un supereroe prevede molti elementi, tra cui un character persona (un costume o un'identità segreta), una motivazione, un codice morale determinante. Ho citato solo tre elementi determinati, ma la lista è lunga, potete leggere questo articolo su wikipedia per approfondire.
Solo alcuni di questi elementi sono condivisi da chi, invece, si limita ad utilizzare i superpoteri, come possono essere personaggi più moderni spesso protagonisti di serie televisive o film (Matrix, Streghe, Heroes, Rosewell etc...)

La trama è molto semplice e comune a tutto il genere dei superpoteri, ma pur rispondendo allo stereotipo dei protagonisti inesperti che si trovano a superare le varie peripezie in modo rocambolesco, non scade mai nel banale, anzi forse una delle debolezze della trama è il piano fin troppo macchiavellico utilizzato nella risoluzione finale della vicenda.

Restando in tema di scene poco convincenti, su tutto il film ne ho individuate solo due.

La prima è a metà film.
Il gruppo si sta nascondendo dai cattiviTM e sta utilizzando i poteri di un occultante per non farsi individuare. Cassie (una ragazzina veggente) decide di uscire a fare un giro e incontra la veggente del gruppo avversario, con cui scambia una serie di battute acide (molto bello il loro dialogo, tra l'altro). Le due si salutano e Cassie torna dagli altri.
A questo punto, alla cattiva, basterebbe seguire la ragazzina per scoprire dove i nostri sono rintanati, ma nel film le cose vanno in modo diverso, rendendo la scena inverosimile.

La seconda scena è nel combattimento finale.
Nick(il protagonista), cattrato dai cattiviTM, viene chiuso nel bagagliaio di un auto, alcuni minuti dopo il sopracitato riuscirà a liberarsi grazie all'impatto fortuito di un generico sgherro, scaraventato giù da un edificio in costruzione.
La cosa non ha senso per due motivi fondamentali:
- Nick è un mover, ovvero utilizza la telecinesi e i campi di forza, bastava un suo battito di ciglia per divelgere lo sportello del baule.
- Avrebbe potuto liberarsi anche senza l'aiuto dei super poteri, i bagagliai delle auto moderne, dispongono di una leva di emergenza per l'apertura dall'inerno dello sportello.

Il film ha un buon ritmo, i tempi morti non trovano spazio e le scene leggere si alternano a quelle di azone e quelle di tensione in un buon equilibrio, il tutto supportato da un ottima regia, il vero punto di forza di questo film.
Le inquadrature sono tecnicamente perfette, la composizione è sempre ben misurata al tipo di scena e al sentimento che vuole comunicare, con la colonna sonora che fa da giusto sotofondo e non prevarica mai sulla recitazione.
Una delle scene più riuscite del film è all'inizio, dove abbiamo una biglia che rotola, apparentemente un particolare insignificante, ma che subito dopo ci sorprende assumendo un ruolo fondamentale. Per il mio modestissimo parere dovrebbe essere inclusa nel manuale del bravo regista, su come si gira una buona scena =)

Ma in Push non sono solo le inquadrature ad avere una bellezza magnetica, la fotografia ha un ruolo fondamentale, nel rendere le immagini vibranti e donare ai colori degli spazi una dimensione interpretativa. Basta pensare alle dominanti di colore delle scene più importanti che giocano un ruolo quasi grafico (il verde del ristorante cinese, un rosso scuro del corridoio dell'albergo, l'oro del night club, il nero del magazzio...) enfatizzando il momento.

Per concludere vorrei spendere due parole sul finale del film.
Purtroppo si tratta di un finale aperto e questo si deve imputare principalmente alla produzione. Push nasce come inizio di una saga, che purtroppo difficilmente vedrà un seguto (o un prequel) visti gli scarsi incassi in America, il che è davvero un peccato, perchè all'interno della trama molti sono i punti in sospeso che meriterebbero una risposta o una risoluzione.

2 comments:

whites.TM said...

..e tanto per cambiare non sono d'accordo :-D

L'abbinamento con Mage mi sembra una forzatura dovuta al fatto che adori Mage (e lo dico da Dreamspeaker..)
Piace molto anche a me, ma non ci vedo questa grande attinenza con PUSH.

Non sono d'accordo sui due punti deboli con la storia.
1- Pop girl (come la chiama la wiki) è altamente orgogliosa e se la tira fortemente sulla sua bravura, trovo assolutamente in linea con il personaggio che non abbia pedinato la bambina, per lei non è necessario perchè dentro di sè pensa di trovarla senza problemi.

2- Mah, è vero che come mover è fortissimo, ma è anche vero che durante tutto il film fà cose cazzute solo sotto stress, in quanto non è molto abile ancora nell'uso dei poteri. Non stiamo parlando di Victor (talmente figo come cattivo, che quando muore ti scorre una lacrima...)
Infatti è proprio osservando cosa fa Victor che per me impara cosa può fare.

Trovo il resto della tua recensione impeccabile come sempre.

Ma ne approfitto, se sei d'accordo, per fare i complimenti anche agli sceneggiatori/scenografi e a chiunque abbia scelto le location.

e... era da tanto che non si vedeva un cattivo notevole come Henry Carver, ovvero posso convincere con i miei poteri la gente, ma sono talmente abile che spesso non ne ho bisogno...

Domon said...

d'accordo con molto (anche se ricorda più heroes di mage, e in ogni caso i punti di contatto con mage sono più verso aspetti marginali come "la lotta con la tecnocrazia, braccati" o le categorie di certi poteri)

l'unico difetto che mi sento d'imputargli è un ritmo a tratti lento, e quelli che hai segnalato tu.